L’auto di Fast & Furious, il film sulle corse clandestine, è equipaggiata OMP

Aprile 20, 2009 di Zenapress  
Nel canale Cinema, Informazione

 

OMP: L’auto di Fast & Furious, il film sulle corse clandestine, è equipaggiata OMP.

Gli accessori di sicurezza dell’auto di Paul Walker, nell’attesissimo film in uscita in Italia il prossimo 17 aprile, sono firmate OMP.
Saranno di OMP gli accessori di sicurezza all’interno dell’auto di Paul Walker (Nissan Kaizo GT-R del 2007), utilizzata durante le riprese del film d’azione “Fast and Furious – solo parti originali”, il quarto attesissimo episodio in uscita nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 17 aprile e promosso da Universal Pictures.
 

OMP – attraverso la propria filiale americana di Miami – ha preso contatto con la casa di produzione del lungometraggio per equipaggiare l’auto con il proprio sedile “Rally”, le cinture di sicurezza stradali e pomelli.

Gli accessori sono ripresi in primo piano durante i pazzeschi inseguimenti che si succedono durante le avventure dei protagonisti di Dom e Brian.
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Scene del film Greenman girate sabato al Porto Antico di Genova

Aprile 20, 2009 di Zenapress  
Nel canale Cinema

 

Sabato 18 aprile al Porto Antico di Genova (magazzini del cotone mod. 8 primo piano)

si gireranno dalle 13 alle 16 ca. alcune scene del lungometraggio “Greenman”  diretto da Alessandro Zunino. 

Nei ciak in questione verrà simulata una fiera del turismo dove tre ragazze animaliste improvviseranno uno strip di denuncia con corpi dipinti tra lo sgomento generale.

 Una produzione indipendente per creare nuovi strumenti al fine di contrastare i costi del cinema “tradizionale”, proibitivi per i nuovi autori:  gli artisti sono in prima linea in questo progetto,  lavorando spesso anche gratuitamente o a costi bassissimi , trovando poi altrettanta disponibilità per i propri. Si crea una sorta di “canale artistico” che permette di abbassare i costi mantenendo, nello stesso tempo, un’altissima qualità. L’istituzione di un cinema indipendente e di un nuovo circuito distributivo (il web?) sorretto da sponsorizzazioni e non da oboli statali permetterà la nascita e la crescita di nuovi autori e di nuovi linguaggi. Greenman da il via a questo progetto. E’ un inizio. Ideatore del progetto è Alessandro Zunino, regista e sceneggiatore, in collaborazione con Medea.

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ALASSIO RENDE OMAGGIO A TOTO’

Aprile 2, 2009 di Zenapress  
Nel canale Cinema

 

Alassio rende omaggio ad una delle più importanti figure della storia del cinema italiano, Antonio De Curtis, in arte “Totò”. Ad annunciare l’iniziativa è l’Assessore al Turismo e alla Cultura, Monica Zioni. 

“Dal 3 al 5 aprile” dice l’Assessore Monica Zioni “ricorderemo il leggendario comico napoletano con una rassegna cinematografica, la presentazione di un libro, l’inaugurazione della scultura a lui dedicata, realizzata dall’artista Flavio Furlani, e l’intitolazione dei giardini in piazza Stalla a “Giardini del Principe Antonio De Curtis”.” 

A dare il via al programma sarà la rassegna dedicata ad alcuni dei più significativi film di Antonio de Curtis.

Venerdì 3 aprile, alle ore 18.00, nell’ex Chiesa Anglicana sarà proiettato il film “Miseria e nobiltà” (1954) di Mario Mattoli.

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ANTEPRIMA DEL FILM DEDICATO AL PROGETTO ROCK ‘N’ ROLL RIDERS

Dicembre 19, 2008 di Zenapress  
Nel canale Cinema

 

Sabato  20 dicembre, dalle 18,30 alle 21,00, a Milano, sarà presentato in anteprima il trailer del film documentario realizzato dai sei giovani savonesi, protagonisti del progetto Rock ‘n’ Roll Riders, viaggio su biciclette custom attraverso la Terra del Fuoco. 

Gabriele “mrCorto” Resmini  (rocker, protagonista), Giovanni “Ianni” Quadrelli (capo scout, protagonista), Luca “Luther” Patrone (studente, protagonista),  Mauro “Panic” Panichella  (fotografo, regista, direttore fotografia), Riccardo “Tanazza” Viola (regista, operatore, direttore fotografia) e Giordano “Jops” Ravera (regista, operatore), hanno affrontato in sella alle loro biciclette senza cambio e con freno a contropedale un viaggio affascinante in una delle zone più dure e aspre del mondo…

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Première sulla vita dell’artista svizzero Schang Hutter allo Studio_Galleria 44

Dicembre 16, 2008 di Zenapress  
Nel canale Cinema

Alla proiezione “Dare spazio alla vulnerabilità” saranno presenti l’artista Schang Hutter, il Regista Ivo Kummer di Insertfilm ed il Console generale di Svizzera a Genova Giancarlo Fenini

Il Consolato generale di Svizzera in collaborazione con la Galleria_Studio 44 presenta in anteprima al pubblico genovese il documentario in italiano (53”min) „Schang Hutter: dare spazio alla vulnerabilità/Der Verletzlichkeit Raum geben” giovedì 18 dicembre alle ore 19h30 presso la Galleria_Studio 44. La proiezione anticipa una grande retrospettiva sull’artista prevista a Genova nel corso della prossima primavera. Il film è stato presentato per la prima volta nell’ anno 2007 in occasione della sua personale al museo di Soletta/Svizzera per la rete televisiva nazionale svizzera (SRF1 Sternstunden).

Lo scultore Schang Hutter è uno degli artisti svizzeri contemporanei più conosciuti con le sue sculture di grandi dimensioni esposte in diverse città svizzere ed europee.

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Changeling: Torna Clint Eastwood nelle sale

Novembre 18, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Cinema

L’ennesimo grande film del regista de Gli spietati. La storia (vera) di una donna alla quale viene riportato un bambino che non è il figlio scomparso, e che la polizia vuole invece che riconosca come tale. Ritratto di una società in cui la verità è quella che ci viene im- posta e la menzogna solo un altro punto di vista al quale aderire, praticata dalle istituzioni e non dagli emarginati. Ma la fede nelle persone può far ritrovare la speranza. All’interno la recensione di Attilio Palmieri.             Nella foto, Eastwood e Angelina Jolie protagonista del film di Attilio PALMIERI Leggi tutto

E’ il (primo) giorno del cinema: Fritz Lang, il maestro che va oltre …

Novembre 10, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Cinema

Inauguriamo una delle rubriche-fondamento di que- sto portale. Abbiamo scelto di cominciare raccontan- do i film e la poetica di un regista tedesco autore di pellicole straordinarie (M - Il mostro di Dusseldorf, Dietro la porta chiusa, Il diabolico dottor Mabuse, ol- tre a Metropolis, primo capolavoro della fantascien- za), che si è ritagliato un posto di diritto nella storia del cinema. Ce ne parla Valentina Di Nino.         

A lato, un’immagine di “Metropolis”

di Valentina DI NINO

A chi non ha mai visto un film di Fritz Lang, basterebbe suggerire la visione del suo capolavoro assoluto, “Metropolis”, una pellicola del 1926, classica perchè senza tempo, visionaria (per l’epoca) e attualissima, sia nei contenuti che nell’estetica, per far capire la grandezza del regista tedesco di origina austriaca. Il giovane Fritz Lang frequenta il Politecnico, poi l’ Accademia di Belle Arti a Vienna. Viaggia molto per l’ Europa guadagnandosi da vivere come pittore ambulante ma, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è arruolato e come molti della sua generazione conosce l’ esperienza della battaglia. Di quegli anni sono i primi tentativi nella scrittura cinematografica e dietro la macchina da presa. Il suo primo film stilisticamente maturo risale al 1921, si tratta di “Destino”, una pellicola che si colloca perfettamente nei fermenti dell’avanguardia espressionista che coinvolge la migliore intellettualità della Germania di Weimar. Dal punto di vista formale è chiaro già in questo film il tentativo di sostituire al freddo approccio oggettivo agli eventi quello piu’ profondo, soggettivo, che porta alla scelta di un’estetica esasperata, una descrizione della realtà spesso deformata, con un uso estremista del contrasto luce-ombra, per provocare l’emotività piu’ profonda del pubblico. E anche dal punto di vista del contenuto troviamo già in “Destino” uno dei temi piu’ cari a Fritz Lang e agli espressionisti tutti, condizionati fortemente dalle nuove possibilità esplorative proposte dalla psicanalisi:l’indagine del subconscio, il sogno, l’incubo. L’ idea è quella di trasfigurare nel sogno le paure piu’ profonde: è nel sogno che la protagonista cerca di savare la vita al suo amante, inutilmente. Ed ecco qui anche un’altra idea cardine della poetica di Fritz Lang: l’agire dell’uomo è del tutto inutile, perchè esso appare sempre dominato da una potenza superiore che lo trascende.
Il film successivo, “Il dottor Mabuse”, del 1922, aggiunge alle riflessioni esistenziali, il sentimento di un’angoscia sociale strisciante nella Germania dell’epoca. Il dottor Mabuse è l’incarnazione del male, una figura diabolica che dissemina l’odio e la paura per poi offrirsi come unica salvezza di fronte al caos che lui stesso ha creato. Il film coglie in pieno le allarmanti pulsioni della psiche collettiva della Repubblica di Weimar che porteranno la società tedesca alla deriva nazista. Nel 1926 la sensibilità profetica del regista tedesco crea il suo capolavoro, “Metropolis”, il primo film della storia tutelato dall’Unesco, inserito nel registro “Memory of the world”, istituito nel 1992 per preservare la memoria documentale dell’umanità. Il primo film di fantascenza, parla della vita alienante in una città ipermoderna, modellata sulla New York dell’epoca. Alla sommità della scala sociale un classe di ricchi padroni abita la parte alta della città, tutta luce e comodità. In fondo alla società una classe di individui supersfruttati abita la parte bassa, buia e sporca della città. Ma arriva il giorno della ribellione: la furia proletaria coinvolgerà tutto: macchine, case, figli dei ricchi. Il finale sarà conciliatorio ma l’allarme lanciato nel film contro i pericoli dello sfruttamento e delle diseguaglianze sociali è significativo e ancora una volta dimostra la grande sensibilità del regista in grado di capire e addirittura anticipare le istanze sociali piu’ urgenti. Sensibilità confermata nel suo primo film sonoro, “M, il mostro di Dusseldorf”, del 1931: l’idea del film - il caso psichiatrico di Franz Beker, schizofrenico e assassino di bambine - riassume in sé, ancora una volta, tratti della labile psicologia di massa della Germania del tempo e scoperchia quella pulsione distruttiva, pronta a scaricarsi sui più deboli, che trova nel nazismo una perfetta valvola di sfogo istituzionalizzata. Per questo la pellicola fu osteggiata dal regime instaurato nel ‘33 e Fritz Lang, fiutando il pericolo, abbandono’ la Germania rifugiandosi prima in Francia e poi in America dove continuerà a lavorare fino alla sua morte, nel 1976. Ma il suo nome rimarrà sempre legato al movimento espressionista e alla lunga notte della ragione nella Germania degli anni tra le due guerre i cui deliri e incubi sono perfettamente riflessi nei suoi film.

Valentina Di Nino