NASCE A GENOVA LA PRIMA UNIVERSITÀ PER SPAZZACAMINI: UN PROGETTO DELLA DITTA TEDESCA WÖHLER REALIZZATO DALLA GENOVESE AZ CAMINI DI GIOVANNI CARDAMONE. INSTALLATORI E MANUTENTORI A LEZIONE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI
Dicembre 26, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Corsi
Nasce a Genova la prima Università per… spazzacamini. La prestigiosa azienda tedesca Wöhler (Internet: www.wohler.it, sito in italiano; filiale italiana in Corso Libertà 93 a Bolzano, tel. 0471 402422), specializzata nella produzione e commercializzazione di attrezzature e strumenti per spazzacamini e tecnici fumisti, ha stretto un accordo con la genovese AZ Camini Srl di Giovanni Cardamone (Via Pedullà 95, tel. 010 8680806; Internet: www.azcamini.it) per istituire nel capoluogo ligure, a partire dalla fine di Febbraio 2010, un “Campo scuola” riservato a tutti gli installatori e manutentori. Gli spazzacamini, quindi, andranno a lezione per perfezionare ulteriormente la loro professionalità. Il contatto di Wöhler è per Cardamone - già nominato qualche mese fa Segretario Nazionale dell’ANIC - Associazione Nazionale Installatori Canne Fumarie (Internet: www.anic-italia.it) - un motivo di enorme soddisfazione. I corsi attivati presso il “Campo scuola” di AZ Camini (in Via Pedullà a Struppa) saranno tre: verifica, risanamento e pulizia di camini e canne fumarie tradizionali; verifica e pulizia di condotti cucina; verifica e pulizia condotti di ventilazione. «I corsi più innovativi - spiega Cardamone - sono gli ultimi due: verranno infatti presentate le nuove tecnologie e metodologie di intervento per il controllo, la pulizia e la sanificazione di condotti per cucine industriali e la pulizia di canali di ventilazione, due attività che nel passato non hanno avuto sviluppi significativi, proprio per la mancanza di adeguate tecnologie». L’insegnante sarà German Puntscher, delegato Wöhler per l’Italia nonché rappresentante per l’Italia dell’Associazione Europea Spazzacamini (ESCHFOE). Il corso servirà a implementare la cultura degli impianti fumari nel nostro paese: «Siamo notevolmente inferiori rispetto ad altri paesi - prosegue Cardamone - dove esistono strutture, figure e categorie specializzate che non trovano riscontro in Italia, la cui opera è tesa alla massimizzazione della sicurezza degli impianti. Non è un caso, infatti, che negli ultimi 4 anni la media annuale degli incidenti in Italia imputabili ad impianti fumari difettosi o non manutenzionati sia di 160, mentre in Germania nello stesso periodo la media scenda a 1». Obiettivo della Wöhler e di AZ Camini è la sicurezza: «La manutenzione periodica, anche due volte l’anno, degli impianti fumari è obbligatoria. Per questo è necessario fare informazione. Le problematiche che infatti riscontriamo sul campo sono: la verifica e il risanamento degli impianti di evacuazione fumi di combustione, dove il problema maggiore è spesso rappresentato da installazioni errate o mancanza della necessaria tenuta meccanica, che provoca spesso incidenti (fuoriuscite di monossido di carbonio o incendio dei depositi fuligginosi); il controllo e la pulizia di condotti e cappe cucina, con l’asportazione dei depositi grassosi ed oleosi (viene così scongiurato il pericolo dell’incendio dei depositi organici); il controllo e la pulizia degli impianti di ventilazione, assolutamente necessaria per assicurare la salubrità dell’aria trattata dagli impianti di condizionamento, spesso causa di malesseri anche gravi (raffreddori, allergie, legionella)».
SAPERNE DI PIÙ: AZ CAMINI
La AZ Camini Srl è una ditta genovese che ha le sue origini nei primi anni ’70. L’azienda a quell’epoca si occupava di edilizia civile come tante altre, ma via via si distinse sul mercato per la propensione ad applicare modalità di intervento rivoluzionarie per l’epoca. Fu infatti tra le prime a risanare vecchie canne fumarie con la tecnica della reintubazione con moduli in acciaio inox, pratica divenuta solo con il passare degli anni di uso comune. Parte da quell’epoca la professionalità e l’esperienza dell’azienda, maturata poi nel tempo in una vera e propria vocazione impiantistica finalizzata al recupero e alla installazione di canne fumarie, atipica per aziende edili o termotecniche. Poggiando su questo patrimonio di esperienza, svolta prevalentemente sul mercato genovese, la AZ Camini Srl ha, negli anni a seguire, migliorato le tecniche relative a interventi mirati alla verifica, alla realizzazione e alla manutenzione di impianti fumari, creando un supporto logistico adeguato e investendo risorse per la preparazione tecnica del personale impiegato, assicurando pertanto qualità e professionalità a 360 gradi. Una delle parole d’ordine dell’azienda è “ricerca”. Sulle basi di un’esperienza pluridecennale, infatti, ogni giorno si tenta di aggiungere un mattoncino di conoscenza e di innovazione, cercando di imparare anche dai colleghi stranieri, soprattutto i tedeschi, considerati i più avanzati in materia. È anche per questo AZ Camini è sempre al passo con le innovazioni: metodologie, attrezzature e tecniche specifiche assimilate dai maggiori esperti mondiali - gli spazzacamini tedeschi - notoriamente attenti alle tradizioni ma anche alle problematiche globali, tra cui la tutela dell’utente e il risparmio energetico. Periodicamente il personale effettua un ciclo formativo di apprendimento e specializzazione presso le Scuole dell’Associazione Tedesca Spazzacamini e partecipa a convegni e seminari organizzati dal WIT tedesco. Grazie anche a questo scambio informativo, negli ultimi anni l’AZ Camini Srl ha ampliato la gamma della propria offerta inserendo servizi di diagnosi energetiche su edifici (termografie, blower door test) finalizzate a supportare sia i professionisti coinvolti nelle procedure di certificazione energetica (prevista dal D.L. 192/2006), sia i privati che desiderano verificare l’efficienza energetica del proprio immobile.
INFORMAZIONI
AZ Camini Srl.
Genova Struppa - Via Pedullà 95
Tel. 010 8680806
Internet: www.azcamini.it
E-mail: info@azcamini.it
gcardamone@tiscali.it
SABATO 19 DICEMBRE 2009, PRESSO NATALIDEA ALLA FIERA DI GENOVA, VIENE PRESENTATO AL PUBBLICO “VASILIKON”, UN VASO A FORMA DI MORTAIO GENOVESE CHE MANTIENE IL BASILICO IN CASA. VENDITA IN ABBINAMENTO CON IL VOLUME “L’ORTO RITROVATO” DELLA SAGEP
Dicembre 15, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Appuntamenti, Arte e Cultura, City Life
Sabato 19 Dicembre 2009, dalle ore 17, presso Natalidea, nel Padiglione B della Fiera di Genova (a ingresso libero), Liguriastyle.it, il centro di esposizione dell’eccellenza artigiana della nostra regione (Internet: www.liguriastyle.it), presenta al pubblico “Vasilikon”, ovvero l’idea regalo 2009/2010. “Vasilikon” è un vaso a forma del classico mortaio genovese che unisce design, tradizione e innovazione. Per realizzarlo occorrono dodici diverse fasi di lavorazione, è interamente realizzato a mano e consente di ottenere basilico fresco in casa in tutte le stagioni, grazie alla camera d’aria interna che mantiene alla giusta temperatura i semi e le radici. “Vasilikon”, che comprende anche terra e semi di basilico, viene proposto in abbinamento con l’elegante volume edito da Sagep “L’orto ritrovato. Qualità vizi e virtù delle piante mediterranee” (160 pagine, racchiuso in cofanetto, oltre 60 illustrazioni di grande formato). All’evento sarà presente “Ars Habitat”, la bottega artigiana che lo ha creato. La presentazione avverrà presso lo spazio destinato all’iniziativa “Noi per il Presepe”. È previsto un rinfresco a base di pesto offerto da LiguriaStyle.it. Nel frattempo, è partita l’iniziativa “Il tuo Natale è firmato Sagep”. Presso lo showroom di Sagep Editori (Via Corsica 21/5, tel. 010 5959539, Internet: www.sagep.it) è possibile trovare molte idee per i regali di Natale. Si può approfittare dell’apertura straordinaria con orario dalle 8,30 alle 19 (fino al 23 Dicembre, dal lunedì al venerdì) per scegliere tra stampe d’arte, calendari, prestigiosi volumi e molto altro ancora a prezzi scontati.
INFORMAZIONI
Sagep Editori
Via Corsica 21/5 - 16128 Genova
Tel. 010 5959539
Internet: www.sagep.it
LA POETESSA LUISA FIOCCO OSPITE DI ARTRE’ GALLERY DI BRUNA SOLINAS
Dicembre 12, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Arte e Cultura, City Life
MERCOLEDÌ 16 DICEMBRE 2009 ALLA ARTRÈ GALLERY DI BRUNA SOLINAS VIENE PRESENTATO IL LIBRO DI POESIE “NON BASTANO I GIORNI” DELL’AUTRICE LUISA FIOCCO
Mercoledì 16 Dicembre 2009, alle ore 17, presso la Artrè Gallery, galleria di arte contemporanea dell’Arch. Bruna Solinas (piazza delle Vigne 28 rosso, tel. 010 2514448, 010 2465025; Internet: www.artregallery.it), l’autrice Luisa Fiocco (nella foto) presenterà la sua ultima raccolta poetica, intitolata “Non bastano i giorni”. Nata a Venezia e residente a Padova, la Fiocco ha scritto oltre trenta libri di poesie. “Non bastano i giorni” esprime, fin dal titolo, l’acuta sensazione di distanza, vuoto e silenzio, che attraversa costantemente il destino dell’uomo. La ricchezza di annotazioni, di testimonianze nel tempo, di una lunga vita creativa, in cui le memorie private si intrecciano alle vicende comuni dell’umanità, rende questi libri, di piccolo formato, dei giganti, densi di riflessioni sull’esistenza, di flash impressionisti, di concetti fondamentali. Sia l’onda poetica che la forza fulminea dell’ironia trasmettono intense scariche emozionali alla mente del lettore. I libretti di Luisa Fiocco, sostengono i suoi ammiratori, sono paragonabili a dei “Moleskine”, in cui l’ironia e lo sguardo attento del Poeta annota osservazioni sul mondo, sui ricordi, sul quotidiano e il tempo che scorre inesorabile.
LUISA FIOCCO. Profilo
Luisa Fiocco, nata a Venezia, vive a Padova. Ha pubblicato moltissime raccolte di versi: “Contrasti”, con pref. di P.Nardi 1969 (Premio Alte Ceccato); “Radicato Futuro” (con pref. di S.Bettini, Rebellato 1971); “Uomo perché, al padre” (con pref. di D.Valeri, Rebellato 1974); “Dianegativa” (Rebellato 1977); “Il Cane, la Pietra, la Memoria” (Ed. Il Pellicano 1985, 1° Premio Levanto); “Il Custode” (Edizioni del Leone 1987); “La Statua di Sale” (Edizioni del Leone 1989); “Amalfilia” (Edizioni del Leone 1991); “Un’altra Realtà” (Edizioni del Leone 1993); “Nel Volo delle Stagioni” (Edizioni del Leone 1995); “Il Cantastorie” (Edizioni del Leone 1997); “Oltre e Tutt’altro” (Edizioni del Leone 1999); “Girato l’angolo” (Edizioni del Leone 2001); “L’unico interlocutore” (Edizioni del Leone 2002); “Il Perché dei Ricordi” (Edizioni del Leone 2004); “Chattanooga choo-choo” (Edizioni del Leone 2006). Nel 1980 ha presentato “Negazione”, opera originale di soli 50 esemplari (Premio Europeo Biancamano). Nella rosa dei vincenti al Premio Cervia 1968, fu inserita nell’“Antologia del Premio Cervia” con alcune poesie, fra i vincitori. Nel 1975 venne nominata Socia corrispondente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.
INFORMAZIONI
Artrè Gallery
Piazza delle Vigne 28 r
16123 Genova
Tel. 010 2514448, 010 2465025
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APPROVATO IL PROGETTO PER IL RECUPERO DELLA FONTANA DI PIAZZA MANZONI NEL QUARTIERE DI SAN FRUTTUOSO. ALLO STUDIO L’ALLUNGAMENTO DELLO STORICO PONTE DI SANT’AGATA. LE PROPOSTE DEL CIV DI CORSO SARDEGNA REDATTE DALL’ARCH. MATTEO MARINO
Dicembre 12, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Arte e Cultura
E’ stato definitivamente approvato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici della Liguria il progetto per il recupero della storica Fontana di Piazza Manzoni nel quartiere di San Fruttuoso. Nel frattempo, è allo studio presso gli uffici di Provincia e Comune di Genova il progetto per l’allungamento del Ponte di Sant’Agata e per il conseguente ripristino della viabilità pedonale. Le due proposte, promosse dal CIV – Consorzio Integrato di Via di Corso Sardegna Alta e Bassa (Via Cesarea 8, tel. 010 870480; Internet: www.corsosardegnabassa.com), presieduto da Umberto Solferino, sono state entrambe redatte dall’Arch. Matteo Marino. L’obiettivo è di riportare Piazza Manzoni alla sua antica conformazione, con la fontana di fine Ottocento al centro, ma soprattutto di ripristinare la viabilità pedonale sul Ponte di Sant’Agata, al momento interrotto e quindi inutilizzabile. Per la Fontana si è arrivati dopo diverso tempo alla decisione finale. «Contiamo di iniziare i lavori entro le prossime settimane – dice l’Arch. Matteo Marino – salvo intoppi dell’ultimo minuto. Noi, comunque, siamo pronti». Il recupero dell’antico lavatoio di Piazza Manzoni prevede l’installazione del quarto lobo della fontana, andato disperso. Per la realizzazione, in massello di marmo bianco, è stato incaricato lo stucchino Romano Repetto di Bargagli. «Una volta acquisito questo “pezzo”, la Fontana riotterrà il suo aspetto originario. Quindi, verrà ricostruita la “pila” a parallelepipedo che spiccava dal centro del quadrilobo e, soprattutto, verrà fatta passare l’acqua, in modo da rendere funzionale il monumento ed evitare depositi di sporcizia». L’importo complessivo dei lavori si aggira intorno ai diecimila euro. E la Fontana sarebbe il primo passo nel processo di recupero storico e archeologico della zona. Dove, per l’appunto, un ruolo centrale è ricoperto dal Ponte di Sant’Agata. Qui il discorso è più complesso. «Ma un ponte – osserva Marino – è da sempre costruito per collegare. Tenere, nelle condizioni in cui versano, questi tre spezzoni fuori terra del ponte è un’offesa alla storia dei ponti e della stessa Genova. Il progetto prevede l’installazione di una passerella pedonale e ciclabile, appoggiata solo agli estremi, lungo il tracciato del ponte, in corrispondenza della parte crollata, corrispondente alle tre arcate originarie». E’ in corso con la Provincia di Genova (l’Assessore Paolo Perfigli e il Dott. Agostino Ramella) l’istruttoria per la compatibilità al piano di bacino del Bisagno. «Possiamo superare la necessità di rendere la passerella sollevabile di due metri e mezzo in caso di emergenza, rifacendoci alle deroghe già concesse: ovvero, il divieto di accesso sulla passerella in caso di piena del fiume tramite segnalatori acustici, visivi e sbarre automatiche, preponendo anche un responsabile al funzionamento del dispositivo». Importo totale dei lavori, centomila euro. «Una soluzione molto più economica che se dovessimo rifare il Ponte come era in antico. Ma il risultato estetico della passerella è ugualmente notevole». Per i finanziamenti, il CIV di Corso Sardegna sta pensando a una sorta di “joint-venture”: «Vogliamo interpellare – sottolinea Umberto Solferino – sia il Municipio III Bassa Valbisagno sia Provincia di Genova e Regione Liguria. Ma anche le Fondazioni Carige e Sanpaolo, oltre alla Camera di Commercio. L’importante, adesso, è che venga approvato il progetto, dopodiché ci muoveremo». «Si tratta – afferma l’Arch. Matteo Marino – di due situazioni distinte, che stiamo portando avanti insieme al CIV sia presso gli Uffici della Soprintendenza ai Beni Architettonici, con gli Arch. Cristina Pastor e Rossella Scunza, sia presso gli Uffici del Comune – Direzione Settore Strade, Impianti, Litorale e Città Accessibile, nella persona degli Ing. Gianluigi Gatti e Stefano Pinasco. Relativamente al Ponte di Sant’Agata, poi, nostro interlocutore è anche la Provincia di Genova, per quanto riguarda il discorso del Piano di Bacino, nella persona del Dott. Agostino Ramella». Entrambi i discorsi sono ben avviati. Con pieno appoggio della cittadinanza, che nei mesi scorsi ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa “Mille firme per la Fontana e il Ponte di Sant’Agata”, volto a sensibilizzare ulteriormente l’amministrazione pubblica sul problema. «E’ nostro compito – fa presente Umberto Solferino, presidente del CIV di Corso Sardegna – reperire i fondi e, nel frattempo, andare avanti con la pratica delle autorizzazioni».
LA STORIA DEL PONTE
L’antico ponte di Sant’Agata venne costruito in epoca medievale. Il percorso che lo attraversava era la Antica via Aurelia Romana, che doveva aver avuto in questo punto una corrispondente costruzione, una preesistente struttura costruita di epoca romana che univa la città alla vecchia strada per il levante del genovesato. Il ponte insisteva su uno slargo del torrente Bisagno, un vasto spazio o area golenale, lasciata libera dalle costruzioni per scaricare le piene del Bisagno. Attraversava un lungo tratto che andava dal Borgo Incrociati sino alla chiesa di Sant’Agata, con 28 arcate. La realizzazione dell’abitato di Corso Sardegna e delle vicine vie ha coperto questa area golenale tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento; delle arcate del ponte ne sono rimaste due presso la chiesa di Sant’Agata, altre o sono state demolite o giacciono tuttora interrate sotto le attuali strade. Ne furono lasciate solo cinque, scoperte, ad attraversare il torrente, di fronte al Borgo Incrociati. Pesantemente danneggiato durante la tragica alluvione del 7 ottobre 1970 che causò oltre venti morti, principalmente nella zona della stazione ferroviaria di Genova Brignole (e nella quale del ponte crollarono due delle arcate lasciate libere, cui seguì ancora il crollo dell’arcata rimasta sulla sponda di Levante nei successivi fenomeni alluvionali degli anni Novanta), il ponte sul Bisagno è stato definitivamente chiuso. Quello che ne rimane sono solo pochi resti, due arcate cui sono stati posti alcuni tiranti metallici per evitare il crollo totale. L’originario ponte che sorgeva su questo tratto del torrente Bisagno - analogamente a quello (tuttora intatto) che sovrasta il borgo marinaro di Bogliasco - fu costruito in pietra dai Romani come molte altre strutture analoghe che si trovano sulla via Aurelia, durante la marcia di trasferimento verso la Gallia; anche nella ricostruzione medioevale continuava a presentare una curiosa somiglianza - che sarebbe culminata nella identica sorte toccatagli - con il Ponte Emilio (conosciuto anche come Ponte Rotto) di Roma.
INFORMAZIONI
Umberto Solferino – Presidente del CIV Corso Sardegna
Corso Sardegna 236 R
Tel. 010 870480
E-mail: umbeso@tiscali.it
Arch. Matteo Marino
Corso Sardegna 60/3
E-mail: marino.mat@tiscali.it
PREMIO NAZIONALE ADMO PER IL MIGLIOR PROGETTO DI RICERCA SUL TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI EMOPOIETICHE
Dicembre 10, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Arte e Cultura, In primo piano
Il Premio per il Concorso indetto da Admo Federazione Italiana per il miglior progetto di ricerca sul trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore non consanguineo è stato assegnato al lavoro “Trapianto intra-osseo di cellule di cordone ombelicale per superare il mancato/ritardato attecchimento” presentato da due ricercatori genovesi: il Dott. Francesco Frassoni e la Dott. Marina Podestà del San Martino di Genova (nella foto mentre ricevono il premio dalle mani del Presidente Admo Liguria Giorgio Zara). Questo progetto si caratterizza per un alto livello scientifico, in quanto esplora il principio - derivato dall’ematologia sperimentale e da studi su animali di laboratorio (in cui Frassoni ha dato contributi importanti) - che l’iniezione diretta delle cellule staminali emopoietiche del cordone ombelicale all’interno dell’osso (ovvero nella nicchia emopoietica) permette di non disperdere le cellule staminali emopoietiche trapiantate nel sangue o in altri organi e tessuti. Ne consegue che l’attecchimento si ottiene in un’altissima percentuale di pazienti, al contrario della via usuale di infusione intravenosa, anche adulti e di grande massa corporea e con tempi molto più rapidi, soprattutto per quanto riguarda le piastrine. In questo modo viene superata la principale limitazione del cordone ombelicale che a, causa dell’estrema povertà cellulare, è adatto prevalentemente a pazienti pedriatici o adulti di basso peso corporeo. Inoltre, nei circa cento trapianti fin qui eseguiti nel Centro di Genova e anche in altri Centri, l’incidenza delle complicazioni gravi del trapianto appare molto ridotta, così come l’incidenza di ricadute della leucemia. È importante estendere questo tipo di approccio ad altri pazienti e ad altri centri, come lo studio propone. Se questi dati verranno ulteriormente confermati, si aprirà la strada alla possibilità di estendere il trapianto di cellule staminali emopoietiche, utilizzando l’unità di sangue cordonale intrabone, a un altissimo numero di pazienti che attualmente non sono trapiantati perché non si riesce a trovare un donatore. Il potenziale impatto di questo approccio su tutta la pratica trapiantologica, quindi, è da considerarsi molto alto.
FRANCESCO FRASSONI
Dirigente del Centro cellule staminali e terapia cellulare del dipartimento di ematoncologia presso l’Ospedale di San Martino di Genova, all’attività ospedaliera ha affiancato fin dal 1992, anche quella didattica: attualmente è docente di fisiopatologia del trapianto di cellule staminali ematopoietiche alla European School of Hematology e ai corsi dell’European Group for Bone Marrow Trasplantation (EBMT).
INFORMAZIONI
Admo Liguria
Via Maddaloni 1
Tel. 010 541784
Internet: www.admo.it
Giorgio Zara
Tel. 010 572931
VENERDÌ 11 DICEMBRE 2009 PRESSO LA ARTRÈ GALLERY DI BRUNA SOLINAS INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA PERSONALE DI GUIDO ZIVERI “ERE-MINIERE-CIMINIERE”: IMMAGINI DI DIPINTI STORICI ACCOSTATI A SCORCI DI CITTÀ INDUSTRIALE
Dicembre 3, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Arte e Cultura, City Life
Venerdì 11 Dicembre 2009, alle ore 17,30, si inaugura presso la Artrè Gallery, galleria di arte contemporanea dell’Arch. Bruna Solinas (piazza delle Vigne 28 rosso, tel. 010 2514448, 010 2465025; Internet: www.artregallery.it) la mostra “Ere-Miniere-Ciminiere”, dedicata al lavoro di Guido Ziveri. Voluta fortemente dalla gallerista Bruna Solinas, la personale dell’artista e pubblicitario Ziveri imprime un segno importante di contemporaneità. L’orario di visita è il seguente: dal Martedì al Sabato dalle 15,30 alle 19,30. Ingresso libero. L’artista si racconta nelle sue opere mediante una forte dicotomia tra il vecchio e il nuovo. Immagini di famosi dipinti storici vengono rielaborate e accostate a scorci di una città industriale, fatta di ciminiere, gru, escavatrici, tralicci e camini fumanti. Ma la sperimentazione non si limita a questo, perché prosegue nella ricerca di nuovi materiali di supporto. «Ecco allora - descrive Bruna Solinas - opere stampate su acciaio, a richiamare la freddezza delle ciminiere che vi sono raffigurate; su legno, in un trittico antico che, sormontato da fiumi acri, diventa senza tempo; ma ancora, su plexiglass, per esaltare la brillantezza e la trasparenza dei colori». Proprio in questo caso, si ha una vera e propria collaborazione espressiva che aumenta il messaggio dell’opera d’arte, tramite gli apporti di diverse sensibilità di artisti che provengono da esperienze differenti, come un pittore, uno scultore e un architetto. “B8”, questo il nome dell’opera, nasce dalla stampa dell’opera di Guido Ziveri, viene impressionata su plexiglass e resa statua dal supporto dello scultore Ruben, grazie all’ispirazione dell’architetto e gallerista Bruna Solinas. «Tra i molteplici materiali scelti per le stampe - prosegue Bruna Solinas - volti a valorizzare le opere, abbiamo il forex, il polistirolo groffato, la lamiera e un tessuto di rete a maglia larga, solitamente utilizzato per ricoprire le impalcature sulle facciate». È stata inoltre pensata anche una parte dedicata al design, con alcune opere impressionate su tappeto e una seduta in plexiglass: questo anche grazie a un’abile ditta specializzata di Milano, che ha reso possibile l’utilizzo di così tanti e diversi materiali. «Rimandi di memorie culturali inseriti in un’accezione della realtà in modo sottile e ironico, ma a volte anche crudele, fanno della mostra di Guido Ziveri un evento che interessa fruitori differenti, amanti della fotografia, della pittura, della scultura e del design». Conclude Bruna Solinas: «Ci sono persone che hai l’impressione di aver da sempre conosciuto, il tempo non è stato artefice di un incontro, nemmeno il luogo è mai esistito; è così che Guido, personaggio senza età, è apparso nella mia vita. Maestro, artista, uomo di incontri che ha sempre unito l’arte all’amicizia, al convivio, alla comunicazione; anche nella vita lo è per scelta professionale. Dal viso sereno, dal sorriso accattivante, si rivela e racconta nelle sue opere il passaggio del tempo in arte, “Ere”, mantenendo segrete, preziose, le sue intuizioni e deduzioni come “Miniere”, forse a rendere meno gravose le conseguenze di un divenire struggente con fumi acri di “Ciminiere” luccicanti, tralicci ed impietosi impianti fumanti».
GUIDO ZIVERI. PROFILO
(dal “Dizionario degli artisti liguri” di Germano Beringheli - De Ferrari Editore)
Nato a Genova nel 1927, professione pittore. Animatore, negli anni Sessanta, del Gruppo Studio La Carabaga, ha realizzato opere figurative di forte impegno sociale. Personaggio versatile, si occupa con professionalità di fotografia e di realizzazioni grafiche e pubblicitarie. Tra le personali si ricordano: Museo Civico, Sala Gibellina, Pistoia, 1964; Galleria Carabaga, Genova, 1965; Galleria Il Discanto, Milano, 1966; Galleria Ferrari, Bologna, 1987. Nel 1988 ha partecipato alla rassegna di xilografia e incisione “Xilon” e, nel 2004, alla mostra organizzata da Sandra Solimano “Attraversare Genova”, entrambe tenute al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.
INFORMAZIONI
Artrè Gallery
Piazza delle Vigne 28 r
16123 Genova
Tel. 010 2514448, 010 2465025
Internet: www.artregallery.it
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DA MERCOLEDÌ 2 A VENERDÌ 4 DICEMBRE 2009 PRESSO LA SEDE DELLA PIEZOSURGERY ACADEMY DI SESTRI LEVANTE L’UNIVERSITÀ DI GENOVA ORGANIZZA IL “CORSO INTERNAZIONALE DI SEZIONAMENTO DELL’OSSO TEMPORALE CON DISPOSITIVO PIEZOELETTRICO”
Dicembre 1, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale City Life, Corsi
Da Mercoledì 2 a Venerdì 4 Dicembre 2009 la Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Genova, diretta dal Prof. Angelo Salami, organizzerà a Sestri Levante (Genova) il corso “International temporal bone dissection course by piezoelectric device”, ovvero “Corso internazionale di sezionamento dell’osso temporale con dispositivo piezoelettrico”. La tre giorni di studi e di incontri si svolgerà presso il laboratorio di Chirurgia Otologica della Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Genova (Internet: www.orl.unige.it), situato presso la sede della Piezosurgery Academy a Sestri Levante (Palazzo Negrotto Cambiaso, Via Portobello 14; tel. 0185 42968; Internet: www.piezosurgeryacademy.com). Al centro del corso ci sarà la cosiddetta Chirurgia Piezoelettrica, che è stata ideata dal Prof. Tommaso Vercellotti. Essa supera i limiti dei tradizionali sistemi utilizzati nella chirurgia ossea grazie all’impiego di un mezzo di grande precisione, efficienza e facile manualità, con conseguente ridotto traumatismo per i tessuti molli: il bisturi piezoelettrico, o Piezosurgery, prodotto in esclusiva dalla Mectron di Carasco (Via Loreto 15 A, tel. 0185 35361; Internet: www.mectron.it). Sono stati inoltre sviluppati degli inserti con caratteristiche specifiche a seconda dell’applicazione chirurgica e dell’azione richiesta (tagliente, levigante ed atraumatica). All’appuntamento di Sestri Levante, oltre al Prof. Vercellotti di Genova, interverranno corsisti provenienti anche da Stati Uniti, Brasile, Germania, che avranno l’opportunità avvalersi della competenza di Professori di fama internazionale come Stefano Berrettini (Pisa), Vittorio Colletti (Verona), Alexander Felippu (Brasile), Roberto Filipo (Roma), Desiderio Passali (Siena) e Giovanni Ralli (Roma), per apprendere l’utilizzo di quello che può essere considerato il bisturi osseo del terzo millennio. «Fino ad oggi, in chirurgia ossea – afferma il Prof. Angelo Salami, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Genova - l’osso è stato tagliato con dispositivi manuali o motorizzati: sgorbie, trapani e altri apparecchi, che offrono un minor controllo sulla superficie ossea e determinano un significativo rialzo termico, a livello della superficie di taglio, con un’alterazione del processo di guarigione. Lo strumento piezoelettrico, invece, utilizza onde ultrasoniche a bassa frequenza e la sua potenza può essere modulata, in relazione alla densità ossea. Il principale vantaggio del bisturi osseo piezoelettrico è il suo taglio selettivo, che riconosce solamente le strutture mineralizzate, evitando di causare danni al tessuto molle». Nella tre giorni di studi si parlerà appunto dell’autentica rivoluzione portata alla chirurgia da questo tipo di strumento, il tutto grazie agli studi dell’Università di Genova e a un’azienda dell’entroterra: ovvero l’eccellenza ligure grande protagonista. Il bisturi osseo piezoelettrico - già normalmente utilizzato negli studi dentistici - da più di cinque anni è usato presso la Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Genova nei diversi interventi di chirurgia oto-neurologica, oncologica nasale e maxillo-facciale. «L’esperienza fino ad oggi maturata - fa presente il Prof. Salami - evidenzia l’applicabilità e l’efficacia di tale bisturi. L’assenza di effetti collaterali, la selettività del taglio e il miglior processo di guarigione, con conseguente riduzione della durata del ricovero ospedaliero, rendono il bisturi osseo piezoelettrico uno strumento d’eccellenza per la chirurgia ossea in otorinolaringoiatria. Grazie a questa scoperta, siamo riusciti ad attirare l’interesse di tutta la comunità scientifica».
Il programma dei tre giorni sarà il seguente: Mercoledì 2 Dicembre - Ore 8,30: registrazione; ore 8,45-9: Introduzione a cura del professor Angelo Salami; ore 9-9,30: “Nuove tecnologie in otorinolaringoiatria” con il prof. Desiderio Passali; ore 9,30-10: “Piezochirurgia in otorinolaringoiatria” con il prof. Angelo Salami e il suo staff; ore 10-10,15: “Come realizzarla: l’attrezzatura piezoelettrica”; ore 10,15-13: Esercitazione pratica: Stapedotomia; ore 15-15,30: “La chirurgia centripeta” con il Prof. Alexander Felippu; ore 15,30-18: Esercitazione pratica: mastoidettomia.
Giovedì 3 Dicembre - Ore 9-11,30: Esercitazione pratica: timpanotomia, esposizione dell’epitimpano, decompressione del nervo facciale; ore 11,30-13: tavola rotonda “L’impianto di coclea nel terzo millennio” - Presiede il Prof. Angelo Salami - Interventi: “Diagnosi audiologiche” con il Prof. Stefano Berrettini; “Stato dell’arte dell’impianto di coclea” con il Prof. Roberto Filipo; “Impianto del tronco encefalico dell’udico” con il Prof. Vittorio Colletti; ore 15-18: Esercitazione pratica: inizio e fine della timpanoplastica. Identificazione e isolamento dei canali semicircolari e del vestibolo.
Venerdì 4 Dicembre - Ore 9-9,30: “Basi scientifiche della tecnologia piezoelettrica” con il Prof. Tommaso Vercellotti; ore 9,30-10,30: Esercitazione pratica: identificazione e isolamento dei canali semicircolari e del vestibolo; ore 10,30-12,30: Esercitazione pratica: accesso al canale uditivo dalla fossa mediana; ore 13: fine del corso.
SAPERNE DI PIÙ. LA CHIRURGIA PIEZOELETTRICA
La chirurgia piezoelettrica è una nuova tecnica di osteotomia (taglio dell’osso) e osteoplastica (rimodellamento dell’osso) nata grazie a un rivoluzionario apparecchio che utilizza gli ultrasuoni per “tagliare” l’osso con tutte le modalità e in tutte le morfologie che fino ad ora erano state proprie degli apparecchi rotanti. Il taglio piezoelettrico avviene grazie a una microvibrazione ultrasonica modulata di soli 60-200 micrometri di ampiezza, che è in grado di tagliare i tessuti mineralizzati con grande efficacia e nel massimo rispetto dei tessuti molli, ai quali non si reca danno neppure in caso di contatto accidentale. Inoltre, la cavitazione che è propria del meccanismo ultrasonico favorisce una buona visuale e la vibrazione micrometrica assicura una grande precisione di taglio che permette all’operatore di avvicinarsi notevolmente a strutture di grande delicatezza come il nervo alveolare o la membrana Shneideriana che riveste il seno mascellare. E’ ovvio che per padroneggiare la tecnica si richiede una curva di apprendimento di lunghezza variabile in funzione della manualità e dell’esperienza dell’operatore nell’utilizzo di questa sofisticata apparecchiatura, che è nata grazie alla brillante intuizione di un medico genovese e del suo fratello ingegnere.
INFORMAZIONI
Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università degli Studi di Genova
Segreteria: Tel. 010 3537631
Internet: www.orl.unige.it
E-mail: otorinolaring@unige.it
luca@guastini.eu
Piezosurgery Academy - Sestri Levante
Palazzo Negrotto Cambiaso
Via Portobello 14
Tel. 0185 42968
Internet: www.piezosurgeryacademy.com
MARTEDÌ 1 DICEMBRE 2009 NELLA SEDE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI GENOVA VIENE PRESENTATO IL LIBRO “UN ANNO SULL’ALTA VIA” EDITO DA IL PIVIERE E CURATO DA GUIDO PALIAGA. CON LE IMMAGINI DI SEI BRAVI FOTOGRAFI SULL’ALTA VIA DEI MONTI LIGURI
Novembre 28, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale Arte e Cultura, City Life
Martedì 1 Dicembre 2009, alle ore 18, presso la sede della Camera di Commercio di Genova (Salone Bergamasco, Via Garibaldi 4), verrà presentato il volume “Un anno sull’alta via - Le immagini di sei fotografi lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” a cura di Guido Paliaga, un interessante ed elegante progetto editoriale de Il Piviere Edizioni (Via G. Mameli 16 Rosso, Gavi - Alessandria; tel. 0143 346427; Internet: www.edizioniilpiviere.com), casa editrice specializzata in pubblicazioni foto-cinematografiche e ricerca naturalistica. L’appuntamento, a ingresso libero, è organizzato con il patrocinio dell’Associazione Alta Via dei Monti Liguri. Sono previsti gli interventi di Renata Briano, Assessore al Patrimonio Naturalistico, Caccia e Pesca della Provincia di Genova; Franco Zunino, Assessore all’Ambiente della Regione Liguria; Guido Paliaga, curatore del volume e fotografo; Paolo Bolla, Roberto Malacrida, Alessandro Fronza, Gianni Carrara e Renato Cottalasso, i fotografi autori delle immagini contenute nel libro. “Un anno sull’alta via” rappresenta il percorso per immagini, secondo l’interpretazione dei sei fotografi, dell’alternanza delle stagioni. Le foto, il cui punto di ripresa è localizzato mediante coordinate GPS e cartografie schematiche, sono il frutto di un faticoso e appassionato lavoro elaborato nel corso di un anno. L’Alta Via dei monti Liguri è un percorso escursionistico che si snoda lungo una terra di confine, lo spartiacque tra il Mare Tirreno e la Pianura Padana, e come ogni luogo di mezzo si arricchisce di tutto ciò che appartiene ai territori che separa. Il tragitto, che si snoda dal Ponente al Levante ligure ad una quota media di 1000 metri e per uno sviluppo di circa 440 km, porta il visitatore a contatto con un ambiente naturale di straordinaria bellezza, in cui l’impronta lasciata dall’uomo permette di viaggiare a ritroso nel tempo: antichi borghi, resti di fortificazioni e percorsi militari si ritrovano frequenti lungo il percorso e possono essere visitati, lontano dal trambusto che anima la costa. La conformazione dei rilievi dell’intera regione rende il paesaggio unico e accentua le differenze tra un luogo e l’altro: montagne a volte brulle, a volte ricoperte da rigogliose foreste rappresentano la struttura portante di un ecosistema ricco di biodiversità. Un ambiente vario e al tempo stesso fragile che rischia, in un futuro non molto lontano, di impoverirsi a causa dei cambiamenti del clima. Proprio il clima è tra le origini della grande varietà che contraddistingue i territori attraversati dall’Alta Via: animali e piante trovano, in uno spazio limitato, condizioni molto diverse a causa della vicinanza del mare e della rapidità con cui i rilievi salgono verso il cielo. Si trovano così ambienti di tipo alpino a contatto con altri di tipo mediterraneo e l’alternanza tra i due porta a vivere sensazioni, colori, suoni e profumi sempre nuovi.
IL CURATORE
Guido Paliaga coltiva da sempre la passione per la natura, dalle sue manifestazioni più estreme a quelle quotidiane e la fotografia diviene lo strumento per esplorare il mondo naturale e mostrarne le capacità creative. Dottore di ricerca in scienze della terra, oltre all’attività di geologo è docente a contratto presso l’Università di Genova, dove si occupa di cartografia digitale e geomorfologia quantitativa. È attivamente impegnato nella divulgazione di temi ambientali con particolare attenzione alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Ha presentato numerose proiezioni ed esposizioni fotografiche, personali e collettive e ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, tra cui diverse selezioni nelle semifinali del Wildlife Photographer of the Year.
I FOTOGRAFI
Paolo Bolla, Roberto Malacrida, Gianni Carrara, Alessandro Fronza, Guido Paliaga e Renato Cottalasso sono sei fotografi che, alcuni per passione altri per lavoro, hanno fatto della fotografia un mezzo per osservare la natura e in generale il mondo che li circonda con occhi nuovi e diversi. Hanno partecipato a numerose mostre ed esposizioni anche personali a livello nazionale; loro immagini compaiono sulle più importanti riviste e pubblicazioni sia nazionali che internazionali. Alcuni di essi collaborano abitualmente con Enti pubblici, Università e Parchi.
IL PIVIERE EDIZIONI. STORIA
La società Edizioni Il Piviere s.r.l., fondata nel 2008, si affaccia sul mercato dell’editoria orientandosi principalmente verso il settore naturalistico e ambientale. Con la Edizioni Il Piviere nasce non soltanto una nuova casa editrice ma un nuovo soggetto che ha per attività e scopo lo studio diretto e l’approfondimento della conoscenza del mondo ambientale, culturale, storico e artistico che ci circonda, la sua valorizzazione e, quindi, la diffusione di tali conoscenze. L’aspetto strettamente editoriale si pone quindi come il risultato e la conclusione di un percorso che parte proprio dal rapporto diretto con l’ambiente e con il territorio. D’altra parte, la professionalità e l’esperienza maturata negli anni da alcuni in particolare dei soci - che affondano le loro radici professionali proprio nel rapporto costante e in prima persona con la natura e l’ambiente - dimostra (e nello stesso tempo ne è garanzia) il differente approccio che la Editrice il Piviere vuole avere nei confronti delle tematiche oggetto delle opere che verranno pubblicate: si tratta di Renato Cottalasso e Massimo Campora, affermati naturalisti, già autori di numerose pubblicazioni, fotografi, ricercatori ed esperti ornitologi nonché di Guido Paliaga, geologo, professore universitario e appassionato fotografo. In linea con quest’impostazione la società ha un campo d’azione non limitato alla sola editoria in senso tradizionale (ideazione e realizzazione di libri e pubblicazioni in genere) ma rivolto a numerose altre attività quali l’ideazione e realizzazione di opere multimediali, filmati e documentari, la realizzazione di studi, consulenze, analisi, censimenti e ricerche in campo naturalistico, antropico ed antropologico, storico-culturale e comunque legato al territorio, la ideazione, produzione e vendita di apparecchiature e strumentazioni per l’esecuzione di tali attività nonchè la organizzazione di eventi, convegni e manifestazioni in genere aventi ad oggetto la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del territorio e dell’ambiente. Tutto ciò dimostra lo stretto legame che la casa editrice vuole mantenere tra l’attività editoriale e l’attività di ricerca e di approfondimento “sul campo”. La società si avvale poi della collaborazione di grafici e disegnatori naturalistici, oltre che, naturalmente, di autori particolarmente qualificati sul piano scientifico e di fotografi di alta professionalità. Oltre che nelle più importanti librerie e punti vendita, specializzati e non, le pubblicazioni ed i video della Edizioni Il Piviere possono essere ordinati direttamente alla casa editrice che provvederà in tempi brevissimi alla spedizione in tutta Italia ed all’estero.
INFORMAZIONI
Il Piviere Edizioni
Via G. Mameli 16 Rosso, Gavi - Alessandria
Tel. 0143 346427
Internet: www.edizioniilpiviere.com
E-mail: info@edizioniilpiviere.com
MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE 2009 AL MUNICIPIO VI MEDIO PONENTE DI SESTRI PARTE IL PROGETTO “COMUNICAZIONE LOW COST” DESTINATO A VENTOTTO ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO: OBIETTIVO, MIGLIORARE LE LORO CAPACITÀ IN TERMINI DI PUBBLICHE RELAZIONI E COMUNICAZIONE DI EVENTI
Novembre 27, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale City Life, Corsi
Mercoledì 2 Dicembre 2009, dalle ore 15 alle ore 18, presso la sede del Municipio VI Genova Medio Ponente (in Via Sestri 7, tel. 010 5576207; 010 5576208), è in programma il primo dei quattro incontri nell’ambito del progetto “Comunicazione Low Cost”. L’iniziativa è stata avanzata dal Presidente del Municipio, Stefano Bernini, e dall’esperto di comunicazione d’impresa e marketing Cosimo De Mercurio. Destinatari della proposta saranno ventotto Associazioni del territorio del Medio Ponente, che svolgono attività sociali e culturali di grande interesse per la comunità. «Ospiteremo a ingresso libero – afferma Stefano Bernini – un delegato da ogni singola associazione, che sarà disposto a seguire tutto il corso. Partiamo con questa idea, e speriamo in futuro di estenderla ad altre associazioni, perché spesso queste realtà, pur essendo attivissime, incontrano difficoltà nel solcare canali di informazione con i mass media cittadini e i loro eventi non vengono pubblicizzati come meriterebbero. Voglio a questo proposito ringraziare Cosimo De Mercurio che mette a disposizione gratuitamente la sua professionalità». «Il progetto – osserva De Mercurio – si pone quindi l’obiettivo di fornire gli strumenti conoscitivi indispensabili per fare una buona comunicazione con risorse limitate e si svilupperà in quattro lezioni». E’ prevista anche la visita alla redazione di un giornale cittadino. Tra i relatori dei successivi appuntamenti (che verranno fissati contestualmente al primo incontro) ci saranno anche un giornalista professionista e un esperto di editoria e comunicazione sulla carta stampata. In particolare, le persone che frequenteranno il corso impareranno a: impostare un depliant, redigere un comunicato stampa, gestire i rapporti con i media, sfruttare la rete, impostare piccole pubblicazioni e, più in generale, comprendere come tarare la comunicazione in funzione del target a cui si rivolge per essere ascoltati e trasmettere con efficacia i contenuti desiderati.
Le Associazioni che interverranno sono: A.F.M.A. – Associazione Famiglie Malati di Alzheimer; Arci Rizzolio; Associazione Cultura e Benessere; Associazione Donne Insieme; Associazione La Mimosa; Associazione Metrodora; Associazione Mosaico; Associazione Nuotatori Rivarolesi; Associazione Sestante; Associazione Soleluna; Cai Cornigliano; Cai Sestri; Cel La Torretta; Centro Integrato di Via; Centro Nuoto Sestri; Centro Universitario Ponente; Circolo Merlino; Comitato Genitori Anziani; Consorzio Agorà; Consulta dei Ragazzi; Coro Casimiro Corradi; Coro Monti Liguri; Filarmonica di Cornigliano; Filarmonica Sestrese; Gruppo Genova Protezione Civile; Lega Navale; Polisportiva Virtus Sestri; Università Popolare Sestrese.
INFORMAZIONI
Municipio VI Genova Medio Ponente
Via Sestri 7
Tel. 010 5576207; 010 5576208
E-mail: municipio6@comune.genova.it
UNIVERSITÀ DI GENOVA E DATASIEL INSIEME PER L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO ALLESTIMENTO TECNOLOGICO
Novembre 18, 2009 di Anna Gugliandolo
Nel canale City Life, Corsi
LUNEDÌ 23 NOVEMBRE 2009 UNIVERSITÀ DI GENOVA E DATASIEL INSIEME PER L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO ALLESTIMENTO TECNOLOGICO DELL’AULA MAGNA DELLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA. PREVISTO IL CONVEGNO “LA COLLABORAZIONE TRA INDUSTRIA E UNIVERSITÀ E LE OPPORTUNITÀ SUL TERRITORIO”
Lunedì 23 Novembre 2009, dalle ore 10 in poi, l’Università degli Studi di Genova (Internet: www.unige.it) e Datasiel (Internet: www.datasiel.net), azienda leader nel settore dell’informatica, organizzano l’Inaugurazione del nuovissimo Allestimento Tecnologico dell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria (Via dell’Opera Pia 15 A; Internet: www.ingegneria.unige.it). A seguire, è previsto il workshop dal titolo: “La collaborazione tra industria e università e le opportunità sul territorio”, in cui saranno presentati al pubblico i quattro Laboratori tecnologici congiunti tra Datasiel, DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica) e DIST (Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica). In quest’occasione saranno consultabili anche dei poster che illustrano le collaborazioni in atto o già concluse tra Datasiel e alcuni Dipartimenti correlati alla Facoltà di Ingegneria. La mattinata si aprirà alle ore 10 circa, per concludersi alle 13. Ecco il programma.
Ore 10 - 10,15: Saluti di Giacomo Deferrari, Rettore Università di Genova; Matteo Pastorino, Professore Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova; Giovanni Battista Pittaluga, Assessore all’Organizzazione, Risorse umane, finanziarie e strumentali, Informatica della Regione Liguria.
Ore 10,15 - 10,30: Presentazione del progetto di allestimento tecnologico dell’Aula Magna: con Roberto Quber (Presidente Datasiel S.p.A.), Enrico Merello (Professore Architetto - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova), Marco Raggio (Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova).
Ore 10,30 - 10,40: Taglio del Nastro e Scopertura Targa alla presenza di Monsignor Luigi Molinari (Delegato Arcivescovile per la Vita Sociale e il Mondo del Lavoro Arcidiocesi di Genova).
Ore 10,40 - 11,20: Tavola rotonda “L’innovazione tecnologica nelle imprese”, moderatore: Enrico Castanini (Presidente Sezione Informatica Confindustria Genova, Amministratore Delegato e Direttore Generale Datasiel S.p.A.). Con Carlo Castellano (Presidente Dixet - Distretto di Elettronica e Tecnologie Avanzate), Fabrizio Ferrari (Presidente Gruppo Piccola Industria Confindustria Genova e Vice Presidente Confindustria Genova con delega all’high tech e Presidente Aitek S.p.A.); Bruno Melagrano (Presidente Sezione Automazione Elettronica e Telecomunicazioni di Confindustria Genova e Amministratore Delegato Softeco Sismat S.p.A.), Maurizio Rossi (Presidente Primocanale - P.t.v. Programmazioni Televisive S.p.A. e Presidente Media Mouse S.r.l.), Gianpaolo Demi (Vice Presidente Ericsson Telecomunicazioni S.p.A.), Mario Torre (Condirettore Generale Elsag Datamat S.p.A.).
Ore 11,20 - 12,10: Tavola rotonda “Università e mondo del lavoro: collaborazioni e ricadute sul territorio”, moderatore: Luigi Leone (Capo Redattore “Il Secolo XIX”). Con Giovanni Calvini (Presidente Confindustria Genova), Gianni Vernazza (Pro Rettore - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova), Enrico Castanini (Presidente Sezione Informatica Confindustria Genova, Amministratore Delegato e Direttore Generale Datasiel S.p.A.), Renata Oliveri (Direttore Generale Istituto per la Promozione Industriale), Lucia Pasetti (Dirigente Settore Sistemi Informativi e Telematici della Regione Liguria), Antonio Apa (Segretario Generale Uilm-Uil Genova), Claudio Nicolini (Segretario Generale Fim-Cisl Genova), Massimo Cappanera (Segretario Responsabile Fiom-Cgil Genova).
Ore 12,10 - 13: Tavola rotonda “I Laboratori Congiunti tra Datasiel, DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica) e DIST (Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica): opportunità per il mondo delle imprese”, moderatore: Paolo Lingua (Direttore Telenord). Con Paolo Corradi (Direttore Generale Confindustria Genova), Alessandro Armando (Professore Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova), Alfredo Gambino (Direttore Centro di Eccellenza Sistemi e Servizi Tecnici Datasiel S.p.A.), Giulio Barabino (Professore Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova), Mauro Giaccardi (Responsabile Centro di Eccellenza Produzione Software Datasiel S.p.A.), Antonio Boccalatte (Professore Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova), Giancarlo Parodi (Professore Ingegnere - Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova).
Ore 13: Conclusioni con Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria.
INFORMAZIONI
Antonietta Sciutto
Tel. 010 6545212
E-mail: a.sciutto@datasiel.net

