Intervista all’ex Pm anticamorra Cantone: ”La connivenza è …

Novembre 19, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

Colloquio esclusivo con il giudice napoletano, di Sara Di Francesca. Contatto de il Politico.it con l’uomo che, con Roberto Saviano, è il simbolo della lotta alla criminalità organizzata nel Casertano. Ha inferto duri colpi al Clan dei Casalesi che hanno quindi deciso che doveva essere fermato. Da anni vive sotto scorta e ha dovuto così ricostruire un difficile equilibrio per la propria vita privata e la famiglia. Intervista con l’ex Pm della Procura di Napoli, in testa alle classifiche di vendita con un libro di cui, anche, vi parliamo. 

Leggi tutto

MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU! Storia e canzoni di Rino Gaetano

Novembre 19, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Musica

Ritratto del cantautore italiano. Leggete questo pezzo bellissimo anche se non amate Gaetano: vi piacerà. Salvatore Antonio Gaetano nasce a Crotone, in Calabria, il 29 ottobre del 1950. A dieci anni, segue a Roma i genitori, impiegati come portieri di uno stabile . Gli inizi sono duri, la sua espressione artistica non trova consensi. Leggi tutto

Le foto del workshop degli studenti universitari alla Sapienza di Roma

Novembre 19, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

La nostra Daniela Silvestri è stata in piazza, a Roma, durante l’ultima manifestazione degli universitari. E poi nell’ateneo romano, dove si è tenuta una due giorni di incontri e discussioni. E ci racconta tutto questo attraverso il suo bellissimo obiettivo. Gallery del week end studentesco. Con “report”. Leggi tutto

MUSICA ITALIANA: TANTI TALENTI MA LA QUALITA’ E’ DEI “VECCHI”

Novembre 19, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Musica

Analisi della situazione del mondo della canzone. In Italia, non mancano le individualità ma sembrano ca- paci di produrre solo musica (veramente) “leggera”. In questo quadro, rimane fondamentale l’apporto di figure carismatiche dei decenni scorsi, tra i quali si inserisce il giovane Capossela. di Dejanira Bada Leggi tutto

Mancini compositore da Oscar. E’ l’autore del motivo-Pantera rosa

Novembre 18, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Musica

La storia dell’italo-americano autore di grandi musiche da film. Plurivincitore del premio per la miglior colonna sonora. Sua la melodia che accompagna il celebre personaggio dei cartoon ispirato alla pellico- la di Blake Edwards del ‘63. Ma la canzone-capolavo- ro è “Moon River”, cantata da Audrey Hepburn in “Co- lazione da Tiffany”: indimenticabile (su Politico Tv). Qui, biografia di Mancini. Tra musica e cinema.     A lato, disegno autografato da Henry Mancini. Nella foto sotto, il compositore di Domenico OCCHIPINTI Leggi tutto

Teatro, ecco “Animenere”: ’stop’ alla corruzione delle coscienze

Novembre 18, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Teatro

La seconda collaborazione di Federico Betta riguarda l’ultimo lavoro della compagnia Katzenmacher liberamente ispirato al romanzo ”Di questa vita men- zognera” di Giuseppe Montesano. Animenere irrom- pe sulla scena attuale con la sua forza suggestiva. Nella foto, un momento della rappresentazione

Animenere

Tratto dal romanzo “Di questa vita menzognera” di Giuseppe Montesano scritto e diretto da Alfonso Santagata con Alfonso Santagata, Antonio Alveario, Donatella Furino, Rossana Gay, Johnny Lodi, Daria Panettieri, Massimiliano Poli di Federico BETTA Sul sito della compagnia teatrale Katzenmacher, alla voce ‘Proclami’, possiamo leggere una sorta di telegramma, rivolto all’umanità. Una serie di frasi punteggiate da severi “stop” che condannano lo stato delle cose, che si avventano a denunciare quella realtà che, sulla stessa pagina, viene descritta come “ostile alle nostre idee”. Alfonso Santagata, di Katzenmacher, è il fondatore (lo è stato nel 1979 con Claudio Morganti e Tullio Ortolani) e il direttore artistico. Da allora ha scritto e diretto 31 testi originali e ha messo in scena opere di Pinter, De Filippo, Goldoni, Beckett. Animenere è il suo ultimo progetto, liberamente tratto da Questa vita menzognera di Giuseppe Montesano, realizzato in seguito a un laboratorio teatrale svolto a Scampia. Sulla scena, vuota, appaiono cinque figure che s’installano su sgabelli in proscenio, illuminati in volto da spot diretti e accecanti. Appena li raggiunge l’ultimo personaggio, il grande padre, sempre a bordo di un piccolo mezzo elettrico con fanalino anteriore, lo spettacolo comincia. Due genitori: lui arricchito e volgare, lei baronessa imbottita di psicofarmaci; quattro figli: due uomini copia del padre senza averne l’autorità, una donna spostata in terze nozze con Paradise, il vecchio pittore senza soldi (interpretato dallo stesso Santagata) che lega la ‘famiglia’ al mondo dell’alta cultura. Tra loro il quarto figlio, problematico, che s’invola in poetiche richieste d’aiuto o mutismi di ripulsa. Lo sviluppo è in una serie di quadri a mostrare la quotidianità della famiglia Belmondo. I pochi oggetti di scena sono portati dagli attori in movimenti come balli, tanto che da un pranzo a un funerale basta a Santagata un giro di valzer. Ed è la musica a legare tutto, la musica e la luce che creano ambienti e spazi, come graffi di matita su un foglio bianco. Peccato che il foglio, nel mondo dei Belmondo, sia nero come la pece, il nero di chi non vede oltre i suoi interessi e che, a questi, spietatamente, riconduce ogni fatto, azione, oggetto, persona. Nel rutilare grottesco di violenza e parolacce, nei sotterfugi e nei favori, nelle scalate sociali e nelle montagne di denaro d’incerta provenienza, la famiglia raggiunge le vette del potere, imponendosi alla Nazione per il rinnovamento della vita di tutti: lavoro, ricchezze, felicità, fine dei problemi, fine della politica e di quel peso che è la democrazia! Questo vogliono e questo offrono: “chiediamo solo la vostra fiducia!”. In linea con la sua poetica, Santagata alterna straniamenti fluorescenti a un limpida presa di parola conficcata nell’attualità più bruciante. Metafora mondo in diretta osservazione del presente, immagine di quello che potrà essere e di quello che già è, lo messa in scena di uno “stile di vita disinvolto e agguerrito” che si mostra senza vergogna, che cavalca la situazione e la sfoggia con impudenza. Forse lo spettacolo viene schiacciato dalla sua stessa urgenza. Dalla necessità di scagliarsi contro individui privi di scrupoli che ormai ci accerchiano. Le invenzioni sceniche non sempre riescono a coinvolgere e lo sviluppo del senso, la progressione del contenuto, non ha la forza inesorabile di una ‘macchina da guerra’, e rimane avviluppato all’immagine iniziale. Ma è certo che qualcosa di prepotente, all’uscita di sala, ci rimane. Ed è una convinzione. Le anime nere sono tra noi, hanno tutto e vogliono ancora di più, sono dappertutto, sono la maggioranza e distruggono per ricostruire, a loro immagine e somiglianza. Si sentono dèi e non sono altro che predatori: “Non ci guardano più negli occhi; l’unica cosa che sanno fare è odiarsi…Stop”. Federico Betta

Viaggio in Parlamento - Partiamo dalla Camera

Novembre 18, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

Quante volte avremmo voluto sapere cosa stava succedendo nei corridoi di Palazzo Montecitorio? A partire da oggi il Politico.it vi accompagna in uno straordinario viaggio dentro il Parlamento. Settimana dopo settimana la nostra inviata ci porterà a conoscere i luoghi dove si tesse la tela della nostra politica, trasmettendoci il clima, spiegandoci i meccanismi, portandoci a conoscere le abitudini dei nostri parlamentari. In esclusiva. Prima puntata Nella foto, la facciata di Palazzo Montecitorio  di Sara DI FRANCESCA Leggi tutto

Changeling: Torna Clint Eastwood nelle sale

Novembre 18, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Cinema

L’ennesimo grande film del regista de Gli spietati. La storia (vera) di una donna alla quale viene riportato un bambino che non è il figlio scomparso, e che la polizia vuole invece che riconosca come tale. Ritratto di una società in cui la verità è quella che ci viene im- posta e la menzogna solo un altro punto di vista al quale aderire, praticata dalle istituzioni e non dagli emarginati. Ma la fede nelle persone può far ritrovare la speranza. All’interno la recensione di Attilio Palmieri.             Nella foto, Eastwood e Angelina Jolie protagonista del film di Attilio PALMIERI Leggi tutto

Geopolitica, influenza cinese sul Sudan. Come sfruttare il petrolio

Novembre 10, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

Nove tecnici della compagnia petrolifera cinese vengono rapiti dai ribelli del Darfur, e cinque di loro de- capitati. Come si spiega? Questa è la storia dello sfruttamento delle risorse di un Paese. Con l’aiuto del regime locale. A lato, parte dell’immagine (che ripubblichiamo integralmente nel corpo dell’articolo) che rappresenta la lottizzazione petrolifera del Sudan di Marcello BRECCIAROLI Gli Arabi e il deserto al Nord, tribù animiste e cristiane al Sud. Due mondi diversi uniti dai confini tracciati a tavolino dall’Inghilterra coloniale. Poi le conseguenze. Così lineari nel loro catastrofico succedersi da fare del Sudan un ottimo esempio da utilizzare nelle lezioni di Storia dell’Africa all’università. Gli Inglesi, in sintonia col collaudato sistema dell’indirect rule, si appoggiarono alle élite arabe riconoscendole di fatto come padrone del paese e lasciando i popoli del sud a subirne l’oppressione. Poi la guerra civile, per vent’anni. Le milizie che si affrontano hanno nomi come “Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese” , “National Islamic Front”, “National Democratic Alliance” ma il risultato è sempre lo stesso: migliaia di morti. Intanto le multinazionali del petrolio non si sono fatte sfuggire le opportunità del sottosuolo sudanese e sin dagli anni ottanta hanno investito per creare infrastrutture e oleodotti, dando via al nuovo paradigma della conquista neo-imperialista. Il governo del dittatore Al-Bashir ha lottizzato il territorio del sud e lo ha dato in concessione a quelle multinazionali arrivate da tutte le parti del mondo. Nel 1997 la produzione inizia a dare i primi risultati e i soldi che il governo ricava dalle concessioni vengono reinvestiti in armamenti (o più semplicemente la Cina paga il governo sudanese direttamente in armi, come denunciato da Refugee International) e così i primi elicotteri appaiono a supporto delle milizie di etnia Baggara, assoldate per garantire che gli oil-fields dati in concessione siano sgombri da abitanti scontenti. Questi miliziani sono pagati nel classico modo in cui si paga qualcuno quando non si vuole rendere possibili collegamenti: finanziamenti diretti lascerebbero scomode tracce, per questo, invece di stipendiarli, li si lascia liberi di saccheggiare e, in generale, avere il totale controllo delle popolazioni che devono essere sloggiate. Vengono chiamati Janjaweed (demoni a cavallo) e sono i responsabili delle pulizie etniche ancora in atto in Darfur. A questo punto il piano è riuscito: le masse di sfollati iniziano a varcare i confini del Ciad. Questo però trasforma la questione da nazionale a internazionale ed è sempre più difficile per il regime sudanese mantenere il silenzio al riguardo. Le istituzioni umanitarie iniziano a occuparsene e arriva la copertura mediatica, le campagne di raccolta fondi di personaggi famosi e, solo in seguito, l’azione della comunità internazionale che non può più lavarsene le mani. L’ONU, assieme all’Unione Africana, dispiega così finalmente una forza di peacekeeping (UNAMID) decretata con una bella risoluzione di condanna verso i crimini contro l’umanità. Tutti sono felici e si passa ad altro. Perché tornare ancora sull’argomento allora? Innanzitutto per spiegare alcuni fatti di cronaca recenti: nei giorni scorsi nove tecnici della compagnia petrolifera cinese sono stati rapiti dai ribelli del Darfur, e cinque di loro sono stati decapitati. In Italia non si è fatto altro che riportare la breve agenzia diffusa da Reuters e dalla stessa compagnia cinese, ma basta inserirla nel contesto per chiarirne il significato. La regione dove sono stati rapiti i tecnici si chiama Kordofan e gli oil-field qui presenti sono in concessione alla CNPC (China Petroleum National Company) la cui concessione sconfina in parte anche in Darfur. Naturalmente prima bisogna “normalizzare” la situazione perché più una zona è instabile più è costoso lavorarci (i costi assicurativi crescerebbero e anche il pericolo di interruzioni frequenti ai lavori). Lo scopo dei ribelli è proprio questo: rendere svantaggioso per la compagnia cinese operare nella zona costringendola a ritirarsi. In passato organizzazioni umanitarie canadesi riuscirono a far ritirare la compagnia di bandiera (la Talisman, che gestisce però ancora l’oleodotto nazionale) dal Sudan attraverso una campagna di denuncia che colpì a fondo l’opinione pubblica. Purtroppo però la Cina è una dittatura e non esiste alcuna opinione pubblica da informare. Anche i politici occidentali comunque si guardano bene da pronunciare accuse contro la Cina e si limitano a denunciare i misfatti di Kartoum. Tutto questo ha l’effetto di inquadrare la questione del Darfur come “le solite azzuffate tribali dell’Africa” e di nasconderne i veri significati. Insomma se si è una superpotenza economica e si vuole saccheggiare l’Africa delle sue risorse, basta scaricare la colpa sugli stessi paesi sfruttati appoggiandosi a un governo corrotto. L’esperimento cinese è riuscito. Marcello Brecciaroli

Dossier sul Governo Berlusconi. I primi sei mesi. Le schede dei provvedimenti

Novembre 10, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

Le decisioni prese dall’esecutivo dal momento del giuramento ad oggi. Fatto per fatto. Con il giudizio dell’opposizione. Nelle schede. Bilancio dei primi sei mesi del Berlusconi IV. Nel nostro stile. Nella foto, il quarto Governo Berlusconi al primo Consiglio dei Ministri di Luca LENA Sono passati quasi sei mesi da quando il quarto governo Berlusconi ha ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non è stato certamente un periodo semplice da gestire, così come non lo è mai per qualsiasi maggioranza al potere. Vediamo allora quali sono i provvedimenti più importanti adottati dal Consiglio dei Ministri, descrivendone gli aspetti e le eventuali critiche da parte dell’opposizione. Abolizione ICI sulla prima casa Uno dei primi interventi del governo Berlusconi è stato quello di abolire l’ICI sulla prima casa, ovvero l’abitazione in cui il contribuente ha la residenza anagrafica o la dimora abituale. L’agevolazione ha riguardato anche garage, cantine e soffitte mentre sono stati esclusi castelli e ville (categoria A/8). E’ inoltre previsto un rimborso per i soggetti che avessero anticipatamente pagato la tassa. Per quanto l’abolizione della tassa risulti essere un’agevolazione per molti individui, i sindaci di sinistra hanno mosso critiche a riguardo, in quanto la privazione di un considerevole introito comunale minerebbe il finanziamento dei servizi per i cittadini. Soddisfatti invece la maggior parte dei sindaci di destra che hanno giudicato il taglio una buona idea. Detassazione lavoro straordinario Un ulteriore provvedimento in materia fiscale è stato quello sulla detassazione degli straordinari ai quali si è applicata una cedolare secca del 10 per cento. L’aliquota viene applicata ai lavoratori privati con reddito non superiori a 35.000 euro attestato nella dichiarazione dei redditi. Esclusi invece i dipendenti pubblici, ed è su questo aspetto che l’opposizione ha cercato il confronto, alludendo a una sorta di discriminazione sociale ai danni degli statali. Robin Hood tax Altro intervento in materia fiscale è quello della cosiddetta “Robin Hood tax”, così definita perché va a colpire i petrolieri e reinveste il guadagno nel sociale. Secondo Tremonti dovrebbe garantire 4 miliardi di euro e coinvolgerà tutte le aziende che operano nel settore petrolifero, per le quali il prelievo fiscale passerà dal 27 al 33 per cento. Anche in questo caso l’opposizione ha puntato i piedi, richiamando l’attenzione al fatto che i minori introiti per i petrolieri potrebbero essere recuperati con l’innalzamento dei prezzi finali al consumatore. Emergenza rifiuti Il governo ha dovuto fronteggiare l’incombenza del problema rifiuti campano. A questo proposito è stato approvato un decreto legge che prevede l’apertura di alcune discariche e la realizzazione di termovalorizzatori. Inoltre, con la manovra, il governo si impegna a “contrastare efficacemente quelle azioni che mirano ad ostacolare la regolare gestione del ciclo dei rifiuti”. Per quanto la situazione napoletana sia decisamente migliorata non può dirsi definitivamente chiusa poiché, in seguito alle proteste della cittadinanza contro l’apertura dei termovalorizzatori, non si è potuto smaltire la totalità dei rifiuti. Pacchetto Sicurezza Il 23 luglio scorso è entrato definitivamente in vigore il decreto legge sulla sicurezza. Un provvedimento che garantirà -a detta del ministro Maroni - “un contrasto più efficace dell’immigrazione clandestina, una maggiore prevenzione della microcriminalità diffusa attraverso il coinvolgimento dei sindaci nel controllo del territorio e una più incisiva lotta alla mafia grazie alla norma che prevede l’aggressione ai patrimoni dei boss”. Militari in città All’interno al pacchetto sicurezza, dal 4 agosto 3.000 militari affiancheranno per sei mesi le forze di Polizia nel controllo delle principali città italiane. Le forze armate avranno poteri di pubblica sicurezza e potranno arrestare delinquenti colti in flagranza di reato. Qualche critica dai sindacati delle forze dell’ordine che ritengono pericolosa la presenza di militari in giro per la città. Provvedimenti in termini di immigrazione clandestina Per il reato di immigrazione clandestina è prevista l’espulsione dello straniero per i condannati a pene superiori a 2 anni, e la reclusione fino a 3 anni per l’impiego di minori nell’accattonaggio. Inasprimento sanzioni al codice della strada Pugno duro per le infrazioni al volante: revoca della patente e confisca del veicolo per chi si mette alla guida ubriaco. Aumento della pena per lesioni gravi legate alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Incremento dei controlli il fine settimana con test mobili per determinare l’ubriachezza e, in alcune città, per verificare l’assunzione di droghe. Piano Brunetta “anti-fannulloni” Si tratta di un provvedimento atto a garantire punizioni e licenziamenti per i fannulloni sul posto di lavoro, e incentivi e premi in base a meriti legati alla produttività. I principali punti del decreto legislativo riguardano la “licenziabilità dei medici complici” - soprattutto per coloro colti a firmare certificati di malattia falsi -, e la “possibilità dello Stato di non riassumere il personale licenziato” - anche nel caso in cui il dipendente pubblico venga reintegrato dal giudice. Totale approvazione da parte di Confindustria. Lodo Alfano Il lodo Alfano, connesso al precedente Lodo Schifani, prevede “la sospensione del procedimento penale fino alla scadenza del mandato per gli atti penalmente rilevanti”, ed è rivolto alle quattro cariche più alte dello Stato. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione. E’ questa una delle più controverse leggi del governo, da più parti criticata per la sua possibile incostituzionalità, soprattutto verso l’art.3 della Costituzione che stabilisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Il governo Berlusconi ha sempre definito infondate le critiche, poiché i processi non vengono annullati ma solo posticipati, in quanto non esistono tempi di prescrizione. Salvataggio Alitalia Il Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2008 ha approvato un pacchetto di norme “per il salvataggio e la ristrutturazione di grandi imprese in difficoltà, oltreché per l’apporto di adeguamenti necessari alla nuova disciplina fallimentare introdotta nel 2006 e per superare l’inadeguatezza delle relative sanzioni penali”. Si prevedono inoltre agevolazioni per la raccolta dei fondi dormienti e norme a tutela dei lavoratori in cassa integrazione. Critiche da parte dell’opposizione che vede il decreto come “un abito confezionato su misura per la Cai” e accusa il governo di scaricare i costi sulla collettività. Misure a contrasto della prostituzione Il decreto legge Carfagna introduce il reato di prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Il reato è punito con l’arresto da cinque a quindici giorni e con ammenda fino a tremila euro. Le stesse pene sono disposte al cliente che si avvale delle prestazioni sessuali. Vengono inoltre inasprite le pene per la prostituzione riguardante i minori, con il conseguente rimpatrio degli stessi. La sinistra, pur ammettendo la necessità di un provvedimento in materia, denuncia la possibilità che la prostituzione si trasferisca in ambienti domestici e che, dunque, il decreto rappresenti solo un palliativo. Riforma Gelmini La riforma riguarda disposizioni in termini d’istruzione e università. E’ la legge che sta scatenando proteste e occupazioni in tutto il paese. Per quanto riguarda le scuole primarie e secondarie il testo prevede, tra gli altri, la reintroduzione del voto numerico per la valutazione del rendimento scolastico, l’introduzione del maestro unico nell’insegnamento della scuola primaria. Inoltre “la valutazione del comportamento è espressa collegialmente dal consiglio di classe in decimi, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo”. In materia di modifiche all’università, si tratta di provvedimenti in gran parte connessi alla finanziaria che prevedono, con la legge 133, la riduzione del fondo di finanziamento ordinario e un taglio sulle spese di funzionamento. Una situazione di precarietà economica che, a detta di molti, potrebbe indurre le università a cercare capitali privati. Inoltre si applica uno stravolgimento nel turnover del personale, per cui ogni cinque professori in pensione le università potranno assumere un solo ricercatore. Le critiche in questo caso non riguardano unicamente l’aspetto economico della manovra, ma abbracciano una visione culturale della legge, che costituirebbe una minaccia per la ricerca e lo sviluppo nel nostro paese. Intercettazioni telefoniche Oltre a provvedimenti già entrati in vigore vi sono altre situazioni in procinto di valutazione. Alcune di queste riguardano il problema delle intercettazioni telefoniche; il governo vorrebbe limitarne la portata per garantire maggiore privacy ai cittadini. Dure critiche in merito, per il rischio di agevolare l’illegalità diffusa specialmente in ambienti mafiosi. Luca Lena

Pagina successiva »