ALASSIO: MOSTRA QUILTS E QUILTS
Dicembre 2, 2009 di Stefano
Nel canale Appuntamenti
Sabato 5 dicembre, ad Alassio, alle ore 17,30, nell’ ex chiesa Anglicana, sarà inaugurata la mostra “Quilts e quilts. Una tradizione anglosassone in Alassio”, promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio.
La mostra di patchwork e quilting, raccoglie una serie di grandi lavori prodotti da alcune delle più importanti artiste della scena nazionale e internazionale.
All’inaugurazione interverrà Giovanna Usai, curatrice dell’esposizione insieme a Monica Ciccioni e Marola Persicalli. L’artista alassina approfondirà il tema “I quilt, storia e tradizione”. La conferenza sarà accompagnata da musica scelta ed eseguita al flauto traverso dal maestro Paolo Emmanuel Ferrigato accompagnato dall’arpa di Alessandra Magrini.
“Con questa mostra” dice Monica Zioni, Assessore alla Cultura e al Turismo “la Città di Alassio rende omaggio ad un genere di arte applicata di grande fascino, di lunga di storia e di ricca di tradizione. L’importante esposizione di livello internazionale permette di comprendere a fondo, anche grazie agli eventi collaterali, un aspetto importante della cultura artistica anglosassone, che si è sviluppata in passato nella nostra città e che tuttora vive, grazie alla presenza e all’attività di artiste di grande prestigio”.
La mostra presenta i lavori di un gruppo di quilter di Alassio e Albenga, che da diversi anni compongono quilts e patchork, scoprendo come quest’arte applicata sia anche un nuovo ed antico modo di socializzare, poiché da sempre il quilting è lavoro di gruppo. In mostra sono esposti circa venti quilts diversi per composizione, tecnica e tessuti. Sono presenti anche alcuni antichi quilts di provenienza statunitense, facenti parte della collezione privata di Giovanna Usai.
Un piccolo settore è dedicato al mondo degli Amish le cui donne sono famose per la capacità di creare dei quilts eccellenti nella loro rigorosa semplicità. Sono esposte foto ed esempi di manufatti Amish sia autentici che creati in aderenza al loro stile.
Durante l’orario di apertura della mostra, su uno schermo scorreranno immagini legate al mondo del quilt: momenti di lavoro o occasioni di incontro, opere finite e in fase di lavorazione.
“L’esposizione di questi manufatti di origine anglosassone (conosciuti come Quilt in tutto il mondo) - dice Giovanna Usai, artista quilter Alassina - ha l’intento di fare conoscere e divulgare una tradizione di manualità femminile che ha origine antiche. Si tratta di trapunte composte di tre strati: lo strato superiore è formato da pezzi di tessuti diversi cuciti insieme ( patchwork), il secondo è un foglio di imbottitura di cotone, il terzo è un taglio di stoffa generalmente in un solo pezzo. Questi tre strati devono essere trapuntati insieme in modo da ottenere una coperta che in origine aveva la semplice finalità di recuperare a nuovo uso dei tessuti dismessi. Col tempo questo modesto lavoro domestico si è evoluto sino a diventare una vera e propria forma d’arte che partendo dagli Stati Uniti si è diffusa in tutto il mondo”.
Sabato 12 dicembre dalle ore 15.00 alle 19.00, nell’ambito dell’esposizione si svolgerà l’iniziativa “Quilting day. Incontro e Show and Tell, presentazione e illustrazione di quilts da parte di artiste del settore textile art e contemporary art”. Si tratta di un momento didattico-divulgativo, che prevede la costituzione di gruppi di lavoro finalizzati alla realizzazione di un piccolo manufatto tessile.
La mostra resterà aperta fino al 13 dicembre. L’ingresso libero.Gli orari di apertura : tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00
IL PATCHWORK
Il Patchwork ( dall’inglese patch, pezza e work, lavoro ) è l’arte di cucire insieme piccoli pezzi di tessuti differenti per ottenere un insieme più grande.
Questa tecnica permette di utilizzare ritagli che, accostati con attenzione, possono formare disegni piacevoli e di notevole impatto cromatico.
Può essere realizzato a mano o a macchina , a seconda dei motivi e delle preferenze personali.
Anche se si è abituati a considerare questa arte come una tecnica prettamente americana, essa è presente in tutte le culture ; per quanto riguarda l’Italia, basti pensare alle bandiere medioevali, al costume di Arlecchino, o alla gualdrappa del cavallo e al manto del cavaliere nel dipinto di Simone Martini che raffigura Guidoriccio da Fogliano , dipinto che dimostra come il patchwork fosse un’arte già fiorente nel XIV secolo
Il secolo di maggiore successo per il Patchwork è il 1800: sia in Inghilterra che in America, le donne ( e spesso anche gli uomini ) si dedicarono a questa attività, vuoi per passione, vuoi per necessità pratiche.
Ad esempio quando per ristrettezze economiche o, come appunto in America, in luoghi disagiati, dove la disponibilità di stoffe era ridotta, si era costretti ad utilizzare ogni singolo pezzetto di stoffa di abiti smessi senza buttare nulla.
E proprio in America nasce l’esigenza nasce l’esigenza di confezionare le trapunte tramite tanti riquadri separati che poi venivano uniti a formare un tutt’uno: la routine della vita pioneristica infatti, vedeva la necessità di adeguarsi a piccoli spazi: si faceva spesso patchwork durante i lunghi viaggi in carovana o nelle pause di lavoro nei campi, per cui le piccole dimensioni dei manufatti erano quanto mai opportune.
Esisteva anche una funzione sociale di incontro e scambi tra donne, nell’epoca dell’America dei pionieri.
Nel Quilting day , le donne si ritrovavano periodicamente in casa dell’una o dell’altra per quiltare ( trapuntare ) insieme un quilt .
L’occasione di cucire insieme intorno ad un tavolo, dava modo a donne che distavano anche parecchio l’una dall’altra, di scambiarsi consigli,idee e anche pettegolezzi.
Oggi il patchwork vede una nuova rinascita, nell’ottica di una visione più moderna e forse meno funzionale del processo: non più coperta indispensabile, realizzata con stoffe di recupero proprio per evitare uno spreco di materiale, ma oggetto d’arte, studiato e lavorato per se stesso, magari con stoffe anche costose. Diventa non più soltanto una “coperta” da relegare in camera da letto, ma anche un elemento decorativo, pannello volto ad una funzione ornamentale e non più solo pratica.
IL QUILT
I cinesi furono probabilmente i primi a confezionare i vestiti invernali a tre strati.
Tra il primo ed il terzo veniva inserito uno strato scaldante e il tutto era tenuto fermo da fitti punti di cucitura.
Il termine Quilt probabilmente deriva dal termine latino quiltata che significa trapunta.
Dalla Cina questa idea si sparse per tutto l’Oriente.
I cavalieri delle Crociate,che sotto l’armatura portavano una specie di camicia quiltata,la introdussero in Europa. Qui questa tecnica si utilizzò per fare vestiti caldi e coperte, più tardi degli arazzi.
Nel XIV secolo un’ondata straordinaria di freddo ravvivò in Inghilterra la richiesta di tessuti quiltati.
Inizialmente i disegni dei Quilts avevano uno scopo prettamente pratico; spesso i blocchi prendevano il nome da situazioni usuali (la zangola, il volo d’anatre, la capanna di tronchi ) o da nomi di chi per prima li aveva inventati ( la scala di Giacobbe ,la scelta della sorella ,cara Jane ) ma ben presto vennero introdotti ornamenti artistici che davano modo alle donne di sperimentare il loro estro creativo.
I mercanti portoghesi portarono per primi dall’Oriente dei Quilts i cui ricchi ricami intrecciati servirono quali nuovi modelli.
In Italia nacque la tecnica ” trapunto” la cui specialità consisteva nel trapuntare una coperta monocolore , la coltre .
In Francia i singoli elementi trapuntati venivano messi in rilievo mediante leggere imbottiture introdotte tra una cucitura e l’altra ( butis)
Oltre al cotone, per i Quilts vengono usati seta e stoffe damascate oppure broccati e velluto.
Un Quilt particolare è quello nato in Inghilterra e molto in voga durante il periodo vittoriano, il ” Crazy” , formato da blocchi in cui le stoffe venivano cucite con pezzi irregolari, ricamati e cuciti con fili di seta.
Oggi questa arte femminile è molto popolare nei paesi nordici .
In Italia quindici anni fa è nata l’associazione “Quilt Italia”che raggruppa donne appassionate di Lavori d’Ago, Cucito, Patchwork e Quilting , associazione che oggi conta un migliaio di iscritte.
Il settore è in espansione con un sempre più vivace seguito di appassionate Quilters e trainante un discreto indotto fatto di fornitori di stoffe ed attrezzature.
GLI AMISH
Non si può parlare di Quilts senza citare gli Amish, popolazione di origine germanica e religione anabattista, che nel 1700 si trasferì negli Stati Uniti rifiutando da allora il progresso, tanto che ancora oggi non usano tecnologie moderne ed elettricità.
Le donne eccellono nell’arte di cucire e creare i Quilts; i loro manufatti sono modernissimi nella loro essenzialità e geometria e nel rigore dei disegni. Il trapunto è fittissimo e molto regolare, sino a 12 punti in un inch.
Usano solo stoffe ( cotone ) in tinta unita, spesso il fondo nero dei loro abiti e i colori pastello dei grembiuli.
QUILTS IN ALASSIO
In Alassio, da qualche anno, questo tipo di manufatto sta interessando un gruppo sempre crescente di donne che cuciono Quilts per e nelle loro case , incontrandosi anche periodicamente per scambiarsi consigli e pareri sulle loro creazioni.
L’insegnante Giovanna Usai ha tenuto corsi di Patchwork e Quilting presso l’università della terza età nel 2001 e 2002.
Attualmente Monica Ciccioni tiene corsi presso il laboratorio del negozio Filolandia in Albenga , insegnando le basi di questa tecnica.
In questa mostra sono esposti i Quilts di alcune alunne di Giovanna Usai e Monica Ciccioni, ma anche di Quilters che si sono accostate a questa arte da autodidatta con eccellenti risultati.
Sono inoltre esposti alcuni antichi Quilts e altri interessanti pezzi provenienti da collezioni private e cortesemente prestati per questa esposizione.


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