LA MOVIDA E IL CENTRO STORICO: QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE?

Ottobre 8, 2009 di Stefano  
Nel canale Brevissime

Centro storico, alcol, movida, schiamazzi. Quale prospettiva assumere se il nocciolo della Città diventa il nocciolo della questione?

Il luogo è uno, il nostro Centro Storico, i soggetti interessati nell’intricata questione tanti e difficili da mettere d’accordo: sono i cittadini preoccupati per la sicurezza, i residenti che reclamano il meritato riposo, i giovani che rivendicano il diritto al divertimento, gli esercenti che desiderano fare il proprio lavoro.

Se da queste premesse dovesse essere scritta una storia saremmo convinti che la trama sarebbe lunghissima, costruita nel complesso tentativo di trovare una soluzione che metta tutti d’accordo per meritare il consueto happy end.

Ma in questa occasione ci limiteremo a proporre al lettore alcune semplici osservazioni ed, in particolare una, quella di qualcuno che era presente all’incontro con l’Assessore alla Sicurezza Scidone del 6 ottobre scorso e che incarna alcuni dei molteplici ruoli che caratterizzano questo dibattito.

Gianni Petrelli non è solo il Presidente dell’Associazione Vini & Liquori F.E.P.A.G. aderente ad Ascom Confcommercio, ma è anche il titolare di un Pubblico Esercizio nel Centro Città e nientemeno che un residente nel Centro Storico.

“L’invito dell’Assessore Scidone è stata un’occasione positiva nell’ambito della quale ognuno ha potuto manifestare la propria opinione ma” osserva Petrelli “ha messo in luce come per l’ennesima volta si cerchi di spazzare via il problema in maniera superficiale, nascondendolo sotto il tappeto. Una nuova ordinanza che preveda la revoca delle deroghe orarie di chiusura dei Pubblici Esercizi del Centro Storico non farà altro che deviare il flusso dei consumatori da una zona verso altre che, chissà per quale motivo, possono godere di un orario più lungo”.

“Di fronte all’impossibilità di mantenere ad un livello ragionevole di civiltà la Movida la proposta è stata che gli esercenti si paghino da soli dei vigilantes privati” prosegue Petrelli “ma considerato che neppure i vigili urbani o i poliziotti ormai riescono ad intimorire i giovani che a decine fanno gruppo e si spalleggiano l’un l’altro, immaginatevi dei vigilantes demotivati e prossimi alla pensione. Come residente del Centro Storico rivendico io stesso l’importanza di godere della giusta tranquillità nelle proprie case ma ritengo altresì irragionevole considerare responsabili gli esercenti del comportamento dei clienti al di fuori dei locali, attribuendo loro funzioni da Pubblico Ufficiale senza attribuirne, parimenti, l’autorità”.

“Sono ben più accettabili le proposte di informazione e formazione per baristi e ristoratori in modo tale che possano contribuire ad un’educazione della cittadinanza che nasca dalle scuole e dalle istituzioni. Gli esercenti possono farsi promotori di comportamenti socialmente corretti ma non possono essere ritenuti responsabili o, peggio, fautori, di certe problematiche”.

“Sono nato nel centro Storico” conclude Petrelli “e non ricordo che sia sempre stato abitato da gentlemen e nobildonne. Nei decenni passati era pieno di ubriachi che orinavano sui muri o gruppi che urlavano o litigavano, tant’ è vero che chi voleva star tranquillo se ne andava ad abitare in Carignano o Castelletto…”

Quello che sarebbe auspicabile è che una parte così importante e attrattiva della nostra Città non sia costretta a vedere i suoi residenti traslocare o i suoi esercizi commerciali chiudere, con il solo risultato di aver spostato gli schiamazzi e l’abuso di alcol altrove.

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