Buona medicina al Gaslini di Genova: rimosso angioma cerebrale gigante senza compromettere nessuna funzione
Febbraio 27, 2009 di Zenapress
Nel canale Informazione
Il bambino che rischiava di morire per emorragia cerebrale è oggi
completamente guarito grazie ad una serie di sofisticate e innovative
procedure mediche. Con l’esecuzione di 3 embolizzazioni e una complicata
operazione neurochirurgica è stato possibile rimuovere l’angioma gigante
senza intaccare le strutture cerebrali adiacenti.
Genova. Un intervento all’avanguardia nel campo della neurochirurgia
pediatrica è stato eseguito da un’equipe multidisciplinare guidata dal
professor Armando Cama, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia
dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, per salvare un bambino di 13
anni, al quale era stato recentemente diagnosticato un angioma cerebrale
gigante.
L’angioma cerebrale è una malformazione artero venosa congenita, detta MAV,
costituita da un intreccio di arterie e vene patologiche, che comunicano
tra loro in maniera anomala, formando una specie di “spugna” che causa
diversi danni funzionali, in base alla dimensione e alla sua posizione
nelle diverse aree del cervello, e può sanguinare improvvisamente portando
il paziente che ne è affetto al coma o alla morte.
La patologia può rimanere asintomatica per anni e molto spesso non viene
diagnosticata, è difficile stimare la sua incidenza nei bambini: in età
pediatrica ha un’incidenza del 5%, tra tutti i bambini che arrivano in
ospedale con emorragia cerebrale, la metà dei casi è causata da angiomi,
mentre più del 50 % dei bambini che sviluppano un’emorragia avrà forti
disabilità neurocognitive e motorie, nel 10% dei casi seguirà il decesso.
La mortalità post operatoria è del 2-3 %.
Il bambino operato recentemente presso il Gaslini di Genova, abita e
Sorrento con i genitori, e in passato non aveva mai avuto sintomi della sua
patologia, finchè nella scorsa primavera all’improvviso è stato colto da un
malore, con forte mal di testa e vomito.
“La TAC ha evidenziato la presenza di un angioma gigante superiore ai 5 cm
- spiega Andrea Rossi, direttore dell’Unità Operativa Neuroradiologia del
Gaslini - e a peggiorare le cose, la posizione della malformazione era tale
da compromettere l’uso del linguaggio e della comprensione del piccolo,
poiché si trovava alla confluenza tra i lobi occipitale, parietale e
temporale sinistro: l’emisfero dominante nel destrimano”.
Gli interventi endovascolari preparatori
L’equipe guidata dal professor Cama ha valutato attentamente questo
complesso caso, valutando da un lato, nel caso di intervento, il rischio di
andare incontro a lesioni gravissime per lo sviluppo e l’integrità
intellettiva del ragazzino, e dall’altro il rischio di emorragia fatale. Si
è deciso quindi di operare, ma solo attraverso una speciale programmazione
di interventi in sequenza, realizzati con tecnologie e modalità innovative.
Sono state quindi eseguite tre diverse procedure endovascolari a distanza
di un mese l’una dall’altra, da maggio a luglio 2008, ricorrendo
all’embolizzazione dei vasi nutritizi patologici con “colla”.
“In pratica, si introduce un piccolo catetere nell’arteria femorale
dell’inguine – spiega Lucio Castellan direttore della Neuroradiologia
dell’Az. Ospedaliera San Martino di Genova (che ha partecipato
all’intervento in qualità di consulente del Gaslini) - si sale fino dentro
al cervello, nelle arterie che nutrono la malformazione e via via si
occludono con questa specie di colla liquida che solidificando ottura
selettivamente le arterie malate”.
“Solo a questo punto – spiega Armando Cama – dopo le prime tre procedure,
ottenuta una buona devascolarizzazione, nel mese di luglio, si è potuto
programmare l’intervento di rimozione neurochirurgica”.
L’operazione neurochirurgica
L’equipe che ha eseguito l’operazione era composta da 12 esperti tra
neurochirurghi, anestesisti e personale infermieristico specializzato, e
nelle 10 ore di intervento ha potuto usufruire di un sistema di
neuronavigazione d’avanguardia.
“Il sistema si avvale di uno speciale computer in grado di rielaborare i
dati acquisiti precedentemente da TAC e Risonanza magnetica – chiarisce
Cama - e consente una programmazione e un controllo di grande precisione,
al fine di evitare danni irreparabili alle strutture sane circostanti”.
Grazie all’esperienza dell’equipe e alla tecnologia sofisticatissima
impiegata nelle diverse fasi dell’intervento si è riusciti ad asportare
completamente l’angioma gigante, senza compromettere minimamente il
linguaggio e la motilità della parte destra del corpo.
Il controllo eseguito dopo 6 mesi con angiografia ha mostrato la completa
guarigione del bambino, che attualmente sta dismettendo progressivamente
anche la necessaria terapia contro le convulsioni epilettiche.
Il professor Armando Cama, genovese, ha dedicato la sua carriera allo
sviluppo dell’Unità Complessa di Neurochirurgia Pediatrica dell’Istituto
Gaslini, dove lavora dal 1977, e della quale è diventato direttore nel
2002.
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 si è specializzato in
Neurochirurgia nel 1982, nel 1981 e nel 1984, ha ricoperto il ruolo di
Assistente straniero presso la Clinica Neurochirurgica dell’Università di
Lille (Francia).
Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche nella letteratura nazionale
ed internazionale, ha eseguito più di 5000 interventi chirurgici di
neurochirurgia pediatrica.
Professore a contratto di Neurochirurgia presso le Scuole di
Specializzazione in Neurochirurgia e in Neuropsichiatria Infantile
dell’Università di Genova, Armando Cama è attualmente Segretario della
Sezione di Neurochirurgia Pediatrica della Società Italiana di
Neurochirurgia.


Annalisa Perna il Ven, 30th Set 2011 10:21
paraganglioma retroperitoneale bimbo di un mese…sapreste aiutarmi???grazie