Un cofanetto sulla nuova scena musicale italiana segna il nuovo corso degli Altera

Gennaio 12, 2009 di Zenapress  
Nel canale Musica

Il ritorno degli ALTERA: un “Manifesto”. E la Poesia del passato diventa provocazione rabbiosa.

Ritorna agli onori della cronaca il gruppo musicale genovese Altera (www.gruppoaltera.com), noto per le poesie trasposte in canzoni rock e per il  CD “Canto di spine – versi italiani del ‘900 in forma canzone”, prodotto nel 2001 da Franz Di Cioccio della PFM, con la poetessa ultrasettantenne Alda Merini semivestita in copertina.

Oggi la loro provocatoria canzone “Manifesto” fa parte infatti del cofanetto “Arci Libertà e Musica”, che raccoglie il meglio della nuova scena musicale italiana (vedi allegato), segna un “nuovo corso” e pare destinata a far discutere: “Sinceramente devo dire che non soffro intensamente se vedo una banca bruciare… sicuramente mi lascia indifferente andare o non andare a votare…”, recita il testo. La raccolta, appena pubblicata, (un Box edito da “Sana Records” MI che, con 5 CD e ben 90 gruppi da tutte le regioni italiane e d’ogni genere musicale, va a monitorare la scena musicale indipendente nazionale) e verrà distribuita ai circoli e comitati Arci di tutta Italia che promuovono al musica live. “Era importante per noi ricominciare dal basso, dalla strada, ben lontani dalle multinazionali”, continua il batterista Claudio Luvarà.  “Manifesto” racconta gli Altera di oggi ma soprattutto il disagio profondo e il senso “collettivo” di impotenza dei nostri giorni; è anche e soprattutto una rabbiosa ed orgogliosa affermazione di libertà individuale (“Io sono un uomo libero… io sono vivo e Resisto, Resisto, Resisto…” recita il ritornello). “La canzone è nata proprio dalla consapevolezza del Resistere giornaliero che è necessario per vivere decentemente oggi, tra disgregazione sociale e precariato. Finora abbiamo suonato dal vivo questa canzone una sola volta, appena scritta ed a gruppo appena ricompattato, a Roma nella manifestazione “Coraggio Laico” di P. Navona, nel giorno del “Family Day”. Il pubblico rispose alla grande”, prosegue Bruzzone, cantante e autore del testo http://it.youtube.com/watch?v=8QourxFBWDg&feature=related. “Il futuro? “Con il piede sull’acceleratore, tra poesia elettrica e nuove canzoni, sempre più dure e provocatorie. Non è più il tempo delle mezze misure, mi pare. Presto annunceremo una  nuova grande sorpresa”.

La band genovese è ritornata sotto ai riflettori grazie a una miriade di iniziative: il riconoscimento recentemente ricevuto dal M.E.I. - Meeting delle Etichette Indipendenti a Faenza: la principale rassegna discografica italiana ha assegnato il Premio speciale “Suona la poesia” (vedi allegato)

proprio al cd dedicato alla poesia; il cortometraggio “Mi hanno rubato il prete” (la vicenda di un giovane Don Gallo nel 1970 nel borgo cittadino del Carmine www.gruppoaltera.com/don_gallo.htm), uscito nel DVD “In viaggio con Don Gallo” (Chinaski 2008), firmato dal cantante con musiche del gruppo;  la collaborazione con lo scrittore Bruno Rombi e relativo mini tour in Romania lo scorso maggio www.genovatune.net/novita.php?id=2443. l’ambizioso progetto “PandoraTV libera la Musica” ideato per il nuovo format televisivo indipendente di Giulietto Chiesa (con l’obiettivo  di riportare alla luce i videoclip musicali oscurati dalle tv) www.gruppoaltera.com/Comunicato%20MEI%20PANDORA.pdf

E’ curiosa la parabola del gruppo: dalla grande poesia alla provocazione più dura; nel 2001 il loro esordio discografico “ufficiale” non passò inosservato: il cd “Canto di spine”, prodotto per una major, costituì, anche a livello internazionale, la prima antologia sonora della poesia mai realizzata, con versi dei più famosi autori italiani (da Montale a Quasimodo, da Pasolini a  Pavese, da Ungaretti a Caproni… e Fabrizio De Andrè a far loro compagnia con la sua “Amico fragile”), musicati e cantati in chiave rock. Il disco, dopo un avvio sfolgorante culminato in un passaggio al TG1, finì presto fuori catalogo, complici, come spesso capita in questi ambiti, la promozione inadeguata e la censura subita dal videoclip “Sera di Pasqua” (Montale) http://it.youtube.com/watch?v=PBr4hx7BP5g oscurato dalle televisioni per via di immagini definite “troppo reali” (tra esse le prime del G8 ad apparire in un video musicale). Da notare che l’album, ai tempi, venne curiosamente “rifiutato” dal Club Tenco per via  dei testi “non originali”. “Canto di spine” fu un progetto coraggioso, praticamente folle - conferma il chitarrista Davide Giancotti – e seminale: moltissimi artisti hanno poi seguito la strada aperta dal nostro lavoro. Grazie al Premio del M.E.I. forse potremo “recuperare” il disco, salvandolo dall’oblio”.

Il gruppo, tra cambi di formazione e periodi di pausa, ha impiegato anni per leccarsi le ferite e riprendersi dal colpo. Stefano Bruzzone (voce) e Davide Giancotti (chitarra), sono affiancati oggi da Claudio Luvarà (batteria) ed Emanuele Carbone (basso). Oggi pur proseguendo a cantare la poesia (“è ormai nel nostro Dna” assicura il bassista Emanuele Carbone), Altera si presenta in una nuova veste, decisamente aggressiva e provocatoria: la ripartenza è segnata proprio dalla partecipazione ad Arci Libertà e Musica”.

PROFILI:

Le motivazioni del Premio attribuito dal MEI: “Il progetto ideato e coordinato da Stefano Bruzzone sarà premiato infatti per essersi distinto come esempio  di contaminazione artistica e per aver avuto il merito di avvicinare sempre più persone alla poesia,   presentando ala grande pubblico versi dei più importanti autori italiani quali  Montale, Pavese, Caproni, per citarne solo alcuni in una forma  nuova, non recitata ma cantata.”

Il CD “Canto di spine” (vedi allegato) costituì un esempio spiazzante e complesso di contaminazione tra le arti: un drappello di super ospiti quali Mario Luzi, Alda Merini (in voce e pianoforte http://it.youtube.com/watch?v=_3turqipRcQ), Alessandro Quasimodo (attore teatrale figlio del poeta), Raffaele Crovi, Paolo Fresu, Manuel Agnelli, l’italo americano Steve Piccolo (fondatore con John Lurie dei “Lounge Lizards”), membri dei più noti gruppi italiani (CSI, PFM, Timoria, Skiantos, Modena City Ramblers, ecc.), mescolati insieme a studenti di alcune città italiane e a svariati Patrocini di enti culturali nazionali (dal Fondo P.P. Pasolini al Centro Culturale P. Levi, ecc.), completavano il progetto. In copertina un’immagine legata alla Biennale di Venezia: la poetessa ultrasettantenne Alda Merini, che sorride sorniona e seminuda (vedi allegato).

“MANIFESTO” - Altera (testo: S. Bruzzone / Musica: D. Giancotti – Arrangiamento: Altera)

“Sinceramente devo dire

che non soffro intensamente

se vedo una banca bruciare

Sicuramente mi lascia indifferente

andare o non andare a votare…

E non mi sembra affatto intelligente

dire: “droga è = all’erba da fumare”…

Sinceramente non sopporto per niente

che mi vengano a dire cosa devo comprare…

Io sono un uomo libero…io sono vivo e Resisto, Resisto, Resisto…

Sinceramente trovo assurdo

che la TV mi dica

cosa devo o non devo pensare…

E non reggo

Per niente il liberismo

E’ un nuovo modo per poterti sfruttare

Ed ancora  mi vergogno

del lusso in Occidente

con mezzo mondo che non ha da mangiare!

Sicuramente posso dire che odio lavorare!

e vendermi la vita… per campare!…

Io sono un uomo libero… io sono vivo e Resisto, Resisto, Resisto…

Vorrei poter avere un telecomando per azzerare tutto

e vedere nella testa della gente cosa c’è… come si fa a  sopportare tutto?

Sinceramente posso solo dire che

Io sono un uomo libero… io sono vivo e Resisto, Resisto, Resisto…

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