Le foto del workshop degli studenti universitari alla Sapienza di Roma

Novembre 19, 2008 di il Politico.it  
Nel canale Politica

La nostra Daniela Silvestri è stata in piazza, a Roma, durante l’ultima manifestazione degli universitari. E poi nell’ateneo romano, dove si è tenuta una due giorni di incontri e discussioni. E ci racconta tutto questo attraverso il suo bellissimo obiettivo. Gallery del week end studentesco. Con “report”. A fondo pagina la galleria fotografica di Daniela SILVESTRI Lo scorso è stato il lungo week end degli studenti in rivolta. L’onda impetuosa che ha chiamato a raccolta universitari e studenti da tutta Italia e che ha travolto la città di Roma venerdì 14 novembre con una manifestazione tentacolare lungo i vicoli del centro sino a Montecitorio, ha stabilito e redatto la propria autoriforma nelle due giornate di workshop tenutesi alla Sapienza sabato 15 e domenica 16 novembre. Durante il week end molte le iniziative organizzate e autogestite dal corpo studentesco all’interno di alcuni locali delle facoltà maggiormente coinvolte nell’occupazione che prosegue ormai da diverse settimane. Le tematiche affrontate sono state Ricerca, Lavoro e Welfare, e Didattica. In particolare, le proposte emerse in tema di didattica e autoriforma riguardano principalmente questi punti:
  • L’abolizione del sistema 3+2 e del sistema dei crediti
  • Rivendicazione di un’equa retribuzione del lavoro svolto in qualità di ricercatori e stagisti
  • Revisione dei piani di studio e maggiore flessibilità e personalizzazione ad uso degli studenti
  • Particolare attenzione e sostegno pubblico specie alle Università del sud, spesso piegate dal fenomeno di una dilagante corruzione
  • Abolizione della frequenza obbligatoria nelle facoltà dove richiesta
  • Critica alla parcellizzazione degli esami e relativa proposta di riaccorpamento di alcune materie, così da abolire molte delle cattedre inutili moltiplicatesi a cavallo della riforma del sistema universitario
Ciò che emerge sfilando tra gli studenti e percorrendo i corridoi pieni di affissioni, comunicati stampa e materiale informativo di ogni genere, è innanzitutto l’affermarsi di un movimento compatto, coeso che non solo lotta contro ciò che non vuole, ma sa perfettamente cosa vuole e come l’università debba conformarsi alle reali esigenze degli studenti, suoi principali attori e protagonisti. Ogni angolo, che sia un’aula, una piazzola al sole o l’occhio vigile della Minerva, è buono per fermarsi a parlare e scambiarsi opinioni e proposte. E per chi è stato studente come me, ci si accorge di come molte cose siano cambiate. Di come sì, ancora ci si appropri di vecchi e nostalgici slogan, ma anche di come le proposte siano seriamente e concretamente elaborate in base alla situazione attuale e sollevino critiche tutt’altro che peregrine. Meno spazio quindi a vecchi linguaggi e comizi di una politica di partito, perché quest’onda, ci tiene a precisarlo, non è legata a nessuno di essi e la propria autoriforma è costruita sulla base anche di studi, statistiche e conti, non solo ideologie. È un movimento fortemente identitario e racchiuso sotto un unico denominatore. Il diritto e la necessità di uno studio e di una ricerca critica e di qualità, pubblica, accessibile a tutti, che permetta agli studenti di avere un maggior potere decisionale, che sostenga la preziosa risorsa della ricerca evitando fughe di cervelli e che aiuti soprattutto nel difficile passaggio in un mondo del lavoro che, attualmente, è sempre meno pronto ad accoglierci. La mobilitazione, quindi, continua con una precisa agenda politica e di eventi. Prossimi appuntamenti saranno lo sciopero del 12 dicembre ed altre mobilitazioni diffuse per il 28 novembre. Complici anche le nuove tecnologie, gli strumenti di social network e la possibilità di essere costantemente in contatto con il resto delle organizzazioni europee, il movimento non solo è più organizzato e riesce ad arrivare anche laddove la stampa tradizionale non copre la giusta diffusione, ma trova tutta la forza e l’entusiasmo per costruire uno spazio forte e aperto e dare vita ad un processo costituente e proiettato su maggiori garanzie per il futuro. Daniela Silvestri

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