Guida Alimentare del Touring Club: primi nel ‘900.
Settembre 30, 2008 di e.battilana
Nel canale Dall'Italia
La prima guida italiana che abbia offerto una percezione globale del paese, con presenze alimentari e un censimento del patrimonio venne realizzata nei primi decenni del Novecento ad opera del Touring Club.
Vi si trovavano non ricette, ma definizioni di vivande, risorse locali di media e piccola entità, e tutti gli ingredienti per fare una buona cucina.
Il paesaggio era indubbiamente diverso da quello conosciuto all’epoca, nella misura in cui ogni regione era polverizzata nelle infinite ricchezze del suo territorio, spesso sconosciute e mai prima recensite.
Apprendere e mangiare l’Italia era uno dei compiti del regime statale, con mostre regionali, fiere, sagre, campagne autarchiche e moltissimo folclore.
Una delle conseguenze più vistose fu il reinserimento del Meridione nelle carte gastranomiche. La Calabria e la Basilicata, vagamente note per i fichi secchi e qualche vino di origine greca, grazie ai soci del Touring beneficiarono di una lusinghiera immagine, con paste e minestre dai nomi umoristici, come gli “schiaffettoni” (grossi cilindri di pasta riempiti di carne trita mista a uova sode, salame e salsiccia, chiusi all’estremità, bolliti e conditi con sugo e formaggio).
La Guida gastronomica del Touring era così eccellente che venne recepite, copiata e riprodotto a capitoli anche da Umberto Notari, fondatore del mensile “La cucina italiana”.
Le escursioni nella penisola divennero numerosissime, tutte partivano da Nord verso Sud, nessuna si fermava a Napoli, come quella di Pellegrino Artusi, ma biforcavano e proseguivano ora verso Abruzzo e Puglia, ora sulla costa tirrenica.
La meridionalizzazione della gastronomia, già nata all’inizio del secolo col turismo marino e i viaggi verso il sole, orientò i gusti degli italiani verso pesci di scoglio, verdure fresche, olio, sapori piccanti e alimenti colorati. Il tutto diede il via anche ad una grande offerta industriale di alimenti conservati in scatola, che proponevano tutto l’anno il “sole e gli orti del sud” sia al Nord che all’estero.


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